10 curiosità che nessuno ti aveva mai detto su San Valentino

Tradizioni da ogni angolo del globo, origini della festa, e tante altre curiosità che sicuramente prima di oggi non avevate sentito neanche di sfuggita. Dunque, apprestiamoci a dare il via a questo nuovo show di oggi!

10. San Valentino: la versione medievale

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San Valentino, come molti di voi sapranno, è una festa che affonda le sue radici in tempi molto addietro. Con il passare delle varie epoche, ogni civiltà ha trasformato la ricorrenza a proprio piacimento, ed è proprio per questa ragione che, per esempio, nel Medioevo, i festeggiamenti di San Valentino prevedevano una vera e propria cerimonia, a cui gli uomini e le donne (si presume solo di alti ranghi) accorrevano per dare il via a una procedura molto particolare: ognuno di essi era tenuto ad estrarre un biglietto che riportava il nome di chi avrebbe dovuto ballare con loro, e per renderlo visibile lo avrebbero dovuto attaccare alla manica del proprio vestito. Da tale tradizione sarebbe poi nato il noto modo di dire anglosassone “To wear your heart on your sleeve”, il cui significato è che i sentimenti della persona a cui viene detto ciò sono talmente chiari e palesi che sono stati già capiti da tutti gli altri.

9. Il San Valentino brasiliano: Sant’Antonio

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Ma è venuto ora il momento di spostarci in Sudamerica, e per la precisione in Brasile: questa nazione, che come tutti voi ben saprete è sede di tantissimi siti Unesco, festeggia la festa di San Valentino, ma in un altro giorno dell’anno: la si festeggia in estate, più precisamente il 12 di giugno, e non è assolutamente chiamata “San Valentino”, bensì “Santo António”, ovvero Sant’Antonio, noto santo di Padova, conosciuto da tutti per essere il protettore degli innamorati. I festeggiamenti per tale festa iniziano già la sera della vigilia!

8. 14 febbraio: una data simbolo dell’amore infinito

Torange

È giunta l’ora di andare a vedere qualche numero, ma non vi spaventate, la matematica non è mai stata né probabilmente mai sarà il nostro mestiere, dunque mettetevi l’anima in pace, non faremo nessun conto strano! Vi informiamo solo della data di morte di San Valentino, che indicò un nuovo inizio poiché Papa Gelasio I la istituì ufficialmente il giorno 14 febbraio del 496 dopo Cristo. Se si sommano le cifre di tutti i numeri, ovvero di 14, 2 e 496, viene fuori il numero 26, e se si somma dunque 2 più 6 viene fuori 8: questo numero, per chi non lo sapesse, è il numero dell’infinito, e sta appunto a simboleggiare che l’amore vero non ha fine! L’8 è anche noto per essere il numero delle grandi realizzazioni: si dice che l’amore sia l’energia più potente al mondo, e che renda possibile l’avverarsi delle grandi cose.

7. San Valentino in Kenya: la coppa dell’amore

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Dopo avervi parlato di numeri, torniamo ad occuparci delle varie tradizioni di San Valentino sparse per tutto il globo: è il turno del Kenya, un posto in cui vige una tradizione alquanto particolare. Si dice che le donne donino al proprio sposo una zucca piena di vino di palma, e che gli sposi, in cambio, gli donino un pezzo di focaccia di tiglio. Dopo aver portato a termine questo piccolo rito, i due berrebbero insieme da una cosiddetta “coppa dell’amore”. Sono così romantici!

6. La “prova del tronco” per ballare con l’amata: la tradizione brasiliana

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Vi sembrerà incredibile, eppure dobbiamo tornare solo per pochi secondi in Brasile, per riportarvi una nota tradizione che è però diffusa solo tra alcune popolazioni di questa nazione. Si chiama “prova del tronco”, e prevede che i giovani si sfidino correndo per ben 6 chilometri consecutivi con un tronco di barauna: solo colui che vincerà potrà conquistarsi il diritto di ballare con la sua amata!

5. San Valentino asiatico: l’abito in regalo

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Attenzione, è venuto il momento di andare dall’altra parte del globo: eccoci finalmente nei paesi asiatici, e vi interesserà sapere che qui è in vigore un’usanza alquanto particolare, quella che vede l’uomo regalare alla donna un abito. Dopodiché, se la donna accetterà di indossarlo, vorrà significare che ha intenzione di sposare il suo spasimante, altrimenti, ovviamente, si tratterà di un rifiuto!

4. Il giorno dell’amicizia nei Paesi Scandinavi e in Sud America

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Ma non dappertutto San Valentino significa amore: infatti, in alcuni paesi in giro per il mondo, tra cui possiamo sottolineare Danimarca, Finlandia ed Estonia e il Sud America, viene festeggiato il giorno degli amici, o dell’amicizia. Anche in parte dell’Olanda è così: per l’occasione viene regalato un cuore di liquirizia, in tale nazione. In Danimarca, invece, si usa regalare agli amici un fascio di fiori bianchi, che sono noti come gli “snowdrops”. In Sud America, invece, il 14 febbraio si festeggia il “Día del amor y la Amistad”, sia dell’amore che dell’amicizia, dunque.

3. Perché proprio Valentino come rappresentante degli innamorati?

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Questa sì che è una bella domanda! Ve la eravate mai posti? Questo quesito si può risolvere in pochi secondi, citando la carcerazione di Valentino, durante la quale egli si innamorò della figlia del suo carceriere, una certa Asterius. Questa giovine fanciulla, purtroppo, era cieca, ma… si narra che Valentino, con la grandezza e la purezza del suo amore, riuscì a farle riacquistare miracolosamente la vista! Dopo l’esecuzione, Valentino le lasciò un bel biglietto, che firmò “il vostro Valentino”: questa frase sarebbe poi rimasta nella storia. Ma allora… cosa c’entra la tradizione di regalare fiori? È molto semplice: secondo la leggenda, Valentino un giorno avrebbe sentito passare al di là del suo giardino due giovani fidanzati, che però tutto sembravano fuorché innamorati, dato che erano impegnati in una furiosa lite. Fu proprio in quel momento che Valentino decise di intervenire, e di regalare loro una rosa, pregandoli dunque di riconciliarsi. In men che non si dica, tra i due innamorati risbocciò l’amore, molto più forte di prima.

2. San Valentino in Giappone: lo scambio dei cioccolatini

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Vi abbiamo parlato già di diversi modi per celebrare San Valentino, ma secondo le nostre varie ricerche una delle tradizioni più particolari e ancora affermate è quella che viene seguita in Giappone. Infatti, questa festa, che viene sentita soprattutto dai più giovani, fa sì che le ragazze regalino dei cioccolatini agli uomini. Ma non si deve trattare per forza dei propri fidanzati o mariti: può essere chiunque, anche colleghi, amici, eccetera. Ma chiunque riceva il regalo da una donna, dovrà poi ricambiare, esattamente un mese dopo, ovvero il 14 di marzo: l’obbligo è quello di donare del cioccolato bianco, in una giornata che non a caso è denominata White Day. Ma a quando risale l’origine di tale festa? Al 1936, quando una nota ditta dolciaria, la Kobe, tentò purtroppo inutilmente di introdurla in Giappone: non ottennero successo, ma qualche anno dopo, nel 1958, una ditta di cioccolato con sede a Tokyo, la Mary’s Chocolate Company, riuscì finalmente ad introdurre questa ricorrenza, che poi da quel momento ha acquisito sempre più importanza all’interno di questa nazione. È anche bene sottolineare che esistono due tipi di cioccolatino, ovvero il Honmei choco, che è quello che viene donato agli uomini di cui le donne sono innamorate, e il Giri choco, che è invece quello che è semplicemente legato a sentimenti di amicizia e/o riconoscenza.

1. Le origini “osé” della festa di San Valentino

Stuart Conner

Siamo finalmente arrivati alla prima curiosità della nostra classifica odierna, e siamo sicuri che vi interesserà moltissimo sapere delle origini “osé” di questa festa, non è vero? Si dice infatti che la ricorrenza di San Valentino debba la sua nascita ai Lupercali, che per chi non lo dovesse sapere si tratta di una festa pagana della fertilità, che veniva celebrata ogni 15 febbraio. Tale ricorrenza è stata poi abolita inseguito all’istituzione da parte di Papa Gelasio I della normale festa degli innamorati, anche se si dice che fossero molti i cristiani a prendervi parte. Si parlava di una “celebrazione del risveglio della natura dopo l’inverno”, ma… questa ricorrenza si trasformò in un’occasione per dare il via a delle orge sfrenate! Infatti, tale festa veniva celebrata in onore del dio Lupercus, che era un fauno cacciatore di ninfe: esisteva persino una lotteria del sesso, nella quale i ragazzi e le ragazze potevano lasciare i loro nomi all’interno di un recipiente, per poi aspettare che venissero estratte a caso delle coppie; tali coppie per un anno si sarebbero dovute impegnare a vivere in intimità per mettere alla prova… la propria fertilità!


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