Aborto, come si colloca l’Italia?

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Con 103mila interventi nel 2012 l’Italia è la sesta nazione europea per gravidanze interrotte. Ma rapportando gli aborti al totale delle gravidanze, scendiamo al 24simo posto

Il Consiglio di Stato ha appena bocciato il decreto contro l’obiezione di coscienza nei consultori approvato dalla giunta della Regione Lazio. Una battaglia legale innescata dal Movimento per la vita che riporta d’attualità il dibattito sulla legge 194. Bene, ma quante sono le interruzioni volontarie di gravidanza in Italia? L’Istat ne ha contate 103mila nel solo 2012. Se si confronta il dato con quello dei nati vivi, si scopre che una gravidanza su sei finisce con un aborto. Ecco la situazione negli ultimi tre anni.

made in italySe si guarda alle fasce di età delle donne che si sottopongono all’intervento, si scopre come l’Ivg sia più diffusa tra le più giovani.

Se infatti nelle fasce di età oltre i 25 anni la percentuale si allinea alla media, le under 19 che rimangono incinte scelgono di abortire in un caso su due. Mentre nella fascia di età tra i 20 ed i 24 anni la quota di aborti si ferma al 29%, comunque più del doppio del dato globale. Circostanza che trova una conferma anche nello stato civile delle donne italiane che scelgono di interrompere la gravidanza.
Questa, invece, la distribuzione in base alla situazione occupazionale.
Al di là della condizione delle donne che scelgono di abortire, colpisce il fatto che in un caso su quattro le pazienti avevano già deciso di sottoporsi ad almeno un’altra interruzione volontaria di gravidanza.
Tanto più che la quota di aborti legati a malformazioni del feto è residuale rispetto al totale.
Così come la percentuale di Igv condotte entro la 12sima settimana, termine oltre il quale la legge consente l’aborto solo per problematiche di natura sanitaria

Fin qui l’identikit delle donne italiane che scelgono di non portare a termine la gravidanza. Per capire se in Italia esista un’”emergenza” aborto, vale la pena di fare un raffronto con gli altri Paesi europei. A raccogliere i dati ci ha pensato Robert Johnston, ricercatore di fisica che sul proprio sito censisce le Ivg a livello globale. Sulla mappa è possibile visualizzare la percentuale di gravidanze interrotte nel 2012, tenendo conto che i dati relativi a Belgio, Grecia, Irlanda e Austria sono mancanti oppure più vecchi del 2012. Ecco la situazione:

In numeri assoluti, l’Italia è la sesta nazione europea con il maggior numero di gravidanze interrotte. Rapportando gli aborti al totale delle gravidanze, invece, si scende al 24simo posto. Un dato che non evidenzia una tendenza all’eccessivo ricorso all’Ivg. Anche se certamente per chi si batte contro questa pratica anche un solo aborto è comunque troppo.


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