Alessandro Magno è sepolto a Venezia, nella Basilica di San Marco?

Camilla de Candey

Vi siete mai soffermati sulla figura di Alessandro Magno? Vi siete mai chiesti perchè, per gli archeologi di tutto il mondo, trovare la sua tomba sia quasi un’ossessione? Una bella definizione del grandissimo condottiero l’ha data Valerio Massimo Manfredi, l’archeologo-antichista e narratore che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare per le sue trasmissioni televisive e per i suoi libri, belli come romanzi, ma perfettamente fedeli alle verità storiche. Lo scrittore descrive così Alessandro: “ E’ un personaggio che ha un carisma che si è prolungato e dilatato anche e soprattutto dopo la sua morte. Guerriero e filosofo, uomo che accentra in se tutte le contraddizioni, la ferocia e la compassione, la filosofia e il furore bellico, la programmazione e l’istinto, l’ubriachezza e la lucidità. Alessandro era un precursore anche nell’anticipare l’importanza della comunicazione.

Era consapevole del fatto che la comunicazione era fondamentale. Si faceva ritrarre da Lisippo e dal pittore Apelle. Quando è partito per le sue campagne di guerra e di conquista, si è portato dietro un intero ufficio stampa: uno storico ufficiale e una serie di estensori del diario quotidiano”.impero

Cercare di riassumere la storia della ricerca del suo sepolcro è impresa impossibile, le “verità” storiche in realtà sempre lacunose e contradditorie, si mischiano alle leggende, e trovare un filo logico diventa difficile come toccare un miraggio.

Quello che si sa, più o meno per certo, è che Alessandro morì a 33 anni, molto probabilmente ucciso da una forma di malaria, (e non dal veleno che gli avrebbe somministrato l’amatissima moglie Roxane, la più bella, l’incantatrice, la regina, che lo attendeva nella fortezza tra i ghiacci dell’Himalaya). Dopo una sepoltura provvisoria, quando fu pronto il magnifico mausoleo, venne tumulato ad Alessandria, la città che lui aveva fondato e che ancora oggi porta il suo nome. Per sette secoli la sua tomba fu oggetto di venerazione e di culto, Cesare, Ottaviano Augusto, e Caligola (che si impadronì della sua armatura) gli resero omaggio, Tolomeo in difficoltà economiche requisì il suo sarcofago d’oro massiccio e lo fece trasferire in uno di vetro, fino a che l’imperatore Settimio Severo non fece sigillare il sepolcro affinchè il sonno dell’eroe non venisse più disturbato.

Quali furono le cause che portarono, in pochi anni, la tomba a cadere nell’oblio, non ci è dato di capire: forse le guerre, gli eventi naturali, una urbanizzazione selvaggia, fatto sta che in pochi anni la gente dimenticò anche dove si trovasse il mausoleo. Il mito però aleggiò sempre sulla città, e quando cominciarono le campagne napoleoniche, il desiderio di ritrovare la tomba ritrovò nuovo vigore. E da allora è una continua sfida per archeologi, ma anche per appassionati e cacciatori di tesori.

C’è una ipotesi però che mi appassiona moltissimo, proprio perchè ci interessa da vicino, e allora vi racconto la storia:

Alessandro morì nel 323 a.C. e come abbiamo già detto, dopo qualche anno, fu sepolto ad Alessandria.alessandria Nel 68 d.C. nella stessa città, morì l’evangelista San Marco.marco Egli si trovava in Egitto per assolvere un compito che gli aveva affidato Pietro: fondare una chiesa e diventarne il vescovo. Fu ucciso in modo atroce, trascinato da cavalli per le strade di Alessandria finchè il capo non si staccò dal corpo. Secondo la tradizione, in segno di ulteriore disprezzo, egli fu condannato alla cremazione, ma pare che alcuni suoi fedeli riuscissero a trafugarne le spoglie per dagli una degna sepoltura.

Avvenne che circa 8 secoli dopo, Venezia, attraversasse un periodo molto difficile, e rischiasse di perdere il suo potere economico e commerciale. Il Doge Giustiniano Partecipazio,doge allora, ebbe l’idea di trovare una icona che potesse consolidare la supremazia della città lagunare . La scelta cadde su San Marco, con il quale la città aveva un legame strettissimo da sempre: il Santo aveva evangelizzato i veneti diventando il loro patrono ed il loro simbolo (il leone alato), e la sua tomba, posta in una piccola chiesetta nella città egiziana, era meta di pellegrinaggio per i mercanti veneziani che vi andavano a rendere grazie per il buon esito dei viaggi. Portare le reliquie del Santo a Venezia, avrebbe avuto lo scopo di assicurare alla città la sua protezione, oltre che naturalmente a unire la popolazione, e soprattutto a diventare una meta di culto per tanti devoti con la conseguenza di enormi vantaggi economici. I due “agenti segreti” ante litteram, che furono incaricati dell’operazione, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, erano due valenti marinai. Quando giunsero ad Alessandria trovarono una situazione molto delicata: il governatore voleva ristrutturare il suo palazzo e aveva deciso di arraffare tutti i materiali più preziosi che poteva. Aveva messo gli occhi sui preziosi marmi della chiesetta di San Marco. Forse per proteggere le preziose reliquie, e convinti da un importane obolo, i preti custodi della tomba decisero di permettere ai due veneziani di portare via i resti del Santo. Quando, all’alba del giorno stabilito, i due scostarono la pietra tombale che i preti avevano già tagliato si accorsero che le tombe erano due. Non avendo tempo né modo per approfondire il mistero, presero tutte le ossa e le portarono a Venezia. Dopo un mese e mezzo di navigazione, sbarcarono in gran segreto e solo a cose fatte, con le reliquie sistemate in una piccola cappella, venne avvisata la popolazione. La prova che questa storia è vera sta in una lettera che il Doge Partecipazio, in punto di morte, un anno dopo l’arrivo delle reliquie, scrisse al fratello e alla moglie chiedendo di provvedere a costruire una Basilica degna per mettere definitivamente a dimora le ossa del Santo.basilica

Nel 1.811 si decise di ispezionare la sepoltura di San Marco e, sorpresa delle sorprese, un corpo risulta intatto, testa compresa (era morto decapitato, ricordate?), e in più ci sono alcune ossa di un altro cadavere.

Allora: le tracce del sepolcro di Alessandro si perdono proprio nell’epoca dell’”Operazione San Marco” e nella Basilica, in un punto tra le prime due arcate, c’è un bassorilievo bizantino che rappresenta Alessandro Magno che vola in cielo su un carro trainato da due grifi alati (animali mitologici con il becco d’aquila ed il corpo di leone). Che sia un caso, o qualcuno che sapeva ha voluto lasciare degli indizi che conducessero al mitico personaggio? Potrebbe essere che i due grandi uomini, il pagano ed il cristiano siano racchiusi nella cripta della basilica di San Marco?

Teoria a dir poco affascinante, che unisce due grandi visionari, Alessandro e Gesù (ovviamente attraverso san Marco), tutti e due che hanno sognato e cercato di realizzare un mondo senza barriere , senza guerre, senza vincitori né vinti, l’uno usando la forza deflagrante delle armi l’altro quella della Parola.


This post has been viewed 8,950 times

REKLAMA

banner italiaamicamia.com

Leave a Reply

||Blog Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||english Murder in Cairo ||Enogastronomia Crescioni Margherita ||finanza Tassazione in Polonia ||Francais Crescioni Margherita ||German Riva del Garda? Wunderschoene! ||MEDIA & WEB Ci lascia il maestro Ettore Scola ||medicina estetica e benessere Andare in bicicletta ? si grazie! ||Misteri Le interviste impossibili di Camilla de Candey: Cristoforo Colombo ||News Galeria Zbylut Krystyna ||po polsku Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||sagre italiane 10 curiosità che nessuno ti aveva mai detto su San Valentino ||SPORT Andare in bicicletta ? si grazie! ||spreaker Easy Biker! ||TopNews Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||Uncategorized Galeria Zbylut Krystyna ||Video Impariamo a cantare?