Avatar è nella Cattedrale di Otranto

Camilla de Candey

Questa Italia delle meraviglie, oggi, vi riserva un’altra perla preziosa. L’estate è la stagione ideale per visitare la Puglia, le coste sono magnifiche, il mare cristallino, e in alcuni posti pare proprio di essere ai Caraibi, come per esempio alla Baia dei Turchi a Otranto. In questa regione è facilissimo coniugare la voglia di mare con il desiderio di conoscenza. Proprio di Otranto ci occuperemo, delle sue bellezze paesaggistiche e della sua storia affascinante.

Cominciamo col dire che si trova vicino a Lecce, altra città magnifica.

Il centro storico è a dir poco destabilizzante: vi troverete immersi in epoche ed atmosfere antiche in un battibaleno. Il dedalo di viuzze, impreziosite da carinissime bottegucce vi affascinerà a tal punto che vi ci perderete. Nelle numerose piazzette, come lungo le possenti mura, ricordo delle necessarie difese dalle feroci invasioni dei turchi, potrete sedervi e guardare pigramente il via-vai o gli scorci panoramici. Le spiagge sono piccole e affollate, ma la già citata Baia dei Turchibaia dei turchi e le spiagge sabbiose dei Laghi Alimini (grandi laghi vicini al mare) sono belle da togliere il fiato.

Dell’imponente Castello Aragonese, che faceva parte del sistema difensivo della città nel XV secolo, vi dico solo che fu costruito su una delle fortezze di Federico II, ed è sede di tante attività culturali.

Il vero tesoro della città è la Cattedrale, posta nel punto più alto di questa che è la città più a Oriente d’Italia.cattedrale

Otranto, sulla punta più estrema del Salento, a causa della sua posizione, del suo porto dal facile approdo, ebbe un’importanza strategica e divenne il punto di riferimento di tutta la zona. Da qui partirono i crociati per liberare il Santo Sepolcro, e qui passò San Francesco, di ritorno dalla Terra Santa. Purtroppo però la posizione privilegiata fece ben presto gola ai turchi che pensarono di usare la città per sostenere e facilitare le scorribande delle loro navi, terrore di tutto il Mediterraneo.

Quando, in un caldo e afoso giorno di Luglio del 1480, una flotta apparve all’orizzonte, i coraggiosi abitanti si prepararono alla difesa. Per ben due settimane, durò l’assedio. I cannoni turchi colpivano senza tregua il cuore della città. Gli idruntini si difesero strenuamente, ma alla fine la resa fu inevitabile. Il feroce Ahmed Pascià che guidava la flotta, contrariato per aver dovuto fronteggiare il coraggioso popolo salentino così a lungo, decise di dare una dura lezione. Chiese ai vinti di abiurare la religione cristiana e di abbracciare quella islamica. In 800 rifiutarono. Furono portati sulla collina e decapitati uno ad uno.

Poi arrivarono i saccheggi e le distruzioni dalle quali la città non si riebbe mai più. Ci fu un progressivo abbandono, per paura di altre invasioni. La gente tornò solo quando si costruirono alte mura fortificate.

La Cattedrale, costruita intorno all’anno Mille, sui resti di un villaggio Messapico del 200 a.C., di una “domus” romana e di un tempio paleocristiano, fu teatro del martirio. Gli affreschi del XIII secolo vennero distrutti, così come la facciata. E fino a che le truppe di Alfonso V d’Aragona non liberarono Otranto, divenne una moschea.

Nonostante per l’Islam sia vietata la rappresentazione, nei luoghi sacri, di figure umane, i crudeli turchi non osarono danneggiare quello che è la cosa più preziosa della Cattedrale: l’immenso mosaico che ricopre tutto il pavimento, come un magnifico e prezioso tappeto.

A distanza di mille anni, questo capolavoro, è ancora lì, con i suoi 16 metri di lunghezza. Il mosaico più grande d’Europa, quasi integro, che ha resistito all’usura del tempo in modo impressionante.mosaico (1)

Ma torniamo per un momento alla vicenda dei Martiri. Dopo circa un anno, solo dopo la cacciata degli invasori, le povere spoglie degli sventurati furono raccolte. Nella Cattedrale, in un altare laterale, vennero realizzate delle teche, chiuse da vetri e ante di legno,teche e vi vennero sistemate le ossa dei poveretti. Anche la pietra dove poggiarono le teste per la decapitazione è nella cappella, sotto l’altare. Vedere le teche è davvero impressionante, tra l’altro i teschi sono tutti rivolti verso i visitatori, ma anche fonte di riflessione.ossa

Il favoloso mosaico è davvero incredibile, peccato che è in parte coperto dai banchi e dagli arredi della chiesamosaico. Fu realizzato fra il 1163 e il 1165, da un monaco di nome Pantaleone. Proveniva, quasi sicuramente dal monastero di Casole che nel Medioevo era un importante centro di studi e di preghiera, e faceva da ponte tra le culture del Mediterraneo e quelle del nord-Europa.

Il mosaico, definito dallo studioso tedesco Arnold Willesmen “l’enigma di Otranto”, è davvero difficile da comprendere. A prima vista sembra rappresentare l’Albero della Vita, con i rami che si allungano anche nelle navate laterali. Le figure sono moltissime a altamente simboliche. Ci sono le storie del Vecchio Testamento (il Nuovo Testamente incredibilmente non è preso per niente in considerazione dall’autore), troviamo infatti, per esempio, Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso, l’Arca di Noè con tutti gli animali che salgono, Caino e Abele,caino la Torre di Babele, Salomone e la Regina di Saba. Tra la vegetazione dell’Albero ci sono anche i protagonisti della Storia medievale come Re Artù (con tanto di nome vicino a scanso di equivoci)artù e Alessandro Magno, e poi anche personaggi mitologici come Sansone, Diana, Atlante.

Dentro una serie di cerchi sono rappresentati i 12 mesi dell’anno con i segni zodiacali cosrrispondenti e i lavori che si fanno durante le diverse stagioni, forse a simboleggiare la vita quotidiana. Ovviamente non mancano l’Inferno ed il Paradiso. Un’altra serie di cerchi contiene degli animali che fanno parte del “Bestiario medievale”. Questo libro venne ritrovato solo agli inizi del 1900, ma c’è da dedurre che Panatleone ne avesse consultata una copia nella biblioteca di Casule.

Ma del “Bestiario” per caso faceva parte anche il Gatto con gli stivali????agatto

A parte gli scherzi però, il significato è davvero enigmatico. Molti studiosi hanno provato a decifrarlo, ma pare che l’oscuro monaco, abbia usato delle allegorie accessibili a pochi.

Il sospetto è che lui abbia abbracciato lo “gnostocismo” che era condiderato eresia, e che abbia voluto lasciare un messaggio senza correre rischi. Il mosaico si presta anche a interpretazioni cabalistiche, e ci si incontrano anche riferimenti al Santo Graal e ai templari.

Andare a vedere il mosaico è una esperienza unica, dove la vista e la mente sono sollecitati in egual misura. I cassettini della memoria si aprono piano piano e dove non arriva la conoscenza interviene l’immaginazione.

Incredibilmente coinvolgente!!!!!!


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