Avete mai sognato di vivere in un faro?

Beatrice Mogetta

Io adoro i fari, le torri che con le loro lame di luce dominano il mare, indicando la rotta ai naviganti, nel buio della notte. Forse sarebbe meglio dire “dominavano”, dato che oggi sono sostituiti da sofisticati strumenti di navigazione, ormai in dotazione anche nelle barche più economiche.

Non sono la sola, però. Siamo in moltissimi ad essere affascinati dai racconti delle furiose mareggiate che sferzano di continuo i fari, delle spaventose tempeste, dei naufragi, dei salvataggi.1mareggiata

Tanti scrittori e cineasti sono stati ispirati, per le loro storie, da queste sentinelle del mare e dai loro guardiani, moderni eremiti, che con le loro facce bruciate dal sole e dalla salsedine, tutti i giorni si prendono cura del loro faro, in simbiosi con una natura spesso brulla e selvaggia e con un unico rumore a fare da colonna sonora, quello dello sciabordio delle onde, incessante e monotono come un mantra. Uomini pronti a giurare che non soffrono la solitudine, ma che anzi, il vivere seguendo il ritmo imposto dalla natura, senza fretta, senza caos, è il modo migliore per riflettere sul senso dell’esistenza.1guardiano E noi, che siamo così attratti dalle loro vite, ci crediamo in pieno. Ecco perchè, la Marina Militare che gestisce il sistema di segnalazioni marittime di tutta l’Italia, è subissata di richieste di persone prontissime a diventare “guardiani dei fari”. E tutti si definiscono amanti del mare e della natura, tanto che il faro sembra diventare quasi il simbolo di una vocazione religiosa.

I “segnalamenti nautici”, termine tecnico per definire i fari, negli ottomila chilometri di coste italiane sono circa 1500.

Ma facciamo un po’ di storia: Il primo faro fu costruito nell’isola di Pharos (da qui il nome) circa trecento anni prima di Cristo, ed era considerato una delle sette meraviglie del mondo.1pharos Ma meraviglie furono anche il Colosso di Rodi ed il Faro di Alessandria.1colosso

I Romani usavano accendere dei grandi fuochi sui promontori, per indicare la strada alle navi, e purtroppo, spesso accadeva che predoni e corsari spostassero i fuochi per far naufragare le navi e poterle saccheggiare.

Il periodo storico che vide la costruzione del più alto numero di fari, fu l’800, quando il fisico francese Augustin Fresnel, inventando un ingegnoso sistema di lenti, ancora in uso, permise la creazione di segnalatori luminosissimi, alimentati prima ad olio, poi ad acetilene, per arrivare alle moderne lampade alogene da migliaia di watt.

Il faro più antico in Italia (nel mondo è secondo solo a quello di La Curuna, in Spagna) è La Lanterna di Genova, costruita nel 1100, modificata nel ‘500, ma che da allora non ha più subito cambiamenti. E’ alta 76 metri e per arrivare in cima ci sono 356 gradini. E’ un faro cosiddetto “di altura” e si vede fino a 57 chilometri dalla costa.1lanterna

Ebbene, nel mese di ottobre, l’Agenzia del Demanio, ha deciso di dare 11 fari in concessione, per 50 anni, a privati che siano disposti a strapparli dallo stato di degrado in cui versano. Lo scopo è quello di dar loro una nuova vita, soprattutto in ambito turistico, spirituale o religioso.

I protagonisti dell’operazione, dalla quale lo Stato conta di ricavare circa 700mila euro l’anno, sono alcuni dei più bei fari del Centro-Sud. I quattro in Sicilia sono: Faro di Brucoli ad Augusta (Siracusa), Murro di Porco a Siracusa, Capo Grosso nell’Isola di Levanzo (Trapani), Punta Cavazzi ad Ustica. I due in Campania: Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Napoli) e capo d’Orso a Maiori (Salerno). In Puglia abbiamo San Domino alle Isole Tremiti (Foggia). Tre li troviamo in Toscana: Punta del Fenaio e Capel Rosso, all’Isola del Giglio, uno alle Isole Formiche (Grosseto). L’ultimo è in Calabria a Capo Rizzuto (Crotone). Il patto, naturalmente, è che non venga interrotta l’attività di segnalamento.

Il primo esperimento in tal senso è stato quello della riconversione in hotel di lusso, del faro di Capo Spartivento in Sardegna, dal quale lo Stato incassa circa 100.000 euro l’anno.1capo spartivento

Intanto altri 40 fari sono pronti per essere messi “sul mercato”, e pare che la Marina Militare sia disposta ad assegnarne qualche altra decina.

Ovviamente, nessuno di questi luminosi avanposti tra mare e terra, materrà la connotazione romantica che tanto affascina noi, innamorati dei fari, ma insomma, almeno saranno salvati dal degrado e dall’incuria.

A noi sognatori non rimane altro che immaginare, nei momenti più caotici delle nostre frenetiche esistenze, di poter magicamente fuggire “via dalla pazza folla” e di andare a vivere, in un continuo braccio di ferro con la natura, nella nostra immaginaria “vedetta dell’infinito”.


This post has been viewed 1,767 times

REKLAMA

banner italiaamicamia.com

Leave a Reply

||Blog Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||english Murder in Cairo ||Enogastronomia Crescioni Margherita ||finanza Tassazione in Polonia ||Francais Crescioni Margherita ||German Riva del Garda? Wunderschoene! ||MEDIA & WEB Ci lascia il maestro Ettore Scola ||medicina estetica e benessere Andare in bicicletta ? si grazie! ||Misteri Le interviste impossibili di Camilla de Candey: Cristoforo Colombo ||News Galeria Zbylut Krystyna ||po polsku Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||sagre italiane 10 curiosità che nessuno ti aveva mai detto su San Valentino ||SPORT Andare in bicicletta ? si grazie! ||spreaker Easy Biker! ||TopNews Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||Uncategorized Galeria Zbylut Krystyna ||Video Impariamo a cantare?