Camilla de Candey a Genova. Cerchi un fantasma e ne trovi un altro!

Camilla de Candey

Ora vi racconto il mio ultimo viaggio, e penserete che sono una tipa un po’ troppo “noir”.

Sono andata a Genova per l’inaugurazione di una mostra fotografica un po’ particolare, di una grande fotografa genovese doc, Giuliana Traverso. Il tema della mostra sono….i cimiteri. Sorriderete, sicuramente, conoscendomi. Ma “Un’altra vita”, questo il titolo della curiosa esposizione, è davvero interessante, e fa davvero riflettere sulla fugacità della vita e sull’illusione, tipica dell’essere umano, di poter in qualche modo vivere per sempre, se non altro nel ricordo.aaaaaaaaaaaaaafoto

Ho trovato le foto di questa pluripremiata fotografa, che ha anche ricevuto una laurea “honoris causa” dalla Columbia University, in Lettere e Filosofia, molto poetiche, lontane dalla tristezza di quel luogo di dolore che è il cimitero.

Era tanto che non andavo nella città della Lanterna e dei “caruggi”. Non avevo ancora visto il Porto Antico, ristrutturato in chiave moderna dal grande Renzo Piano, anche lui genovese. Sono rimasta incantata dalla sfera di cristallo, “La Bolla di Piano”, che contiene un piccolo ecosistema tropicale, con piante ed animali.aaaaaaaaaaaabolla piano

Genova è una città particolare, piena di contraddizioni, dove si passa da scorci medievali a fantasie barocche, da palazzi diroccati, a piazzette cinquecentesche perfettamente conservate. Il Borgo di Boccadasse incanta con le sue barche colorateaaaaaaaaboccadasse e i famosi caruggi, pittoreschi quanto si vuole, sono però anche pieni di atmosfere torbide, e non ci passerei di notte, neanche scortata.aaaaaaagenova medievale

Le cose da vedere sarebbero tantissime, ma io ho poco tempo, e poi…..io sono sempre io!

Mi ero ripromessa, quando fossi tornata qui, di visitare la Chiesa di San Matteo, dove si aggirerebbe un famoso fantasma. E si, perchè Genova è piena di presenze spettrali, si parla di dieci, forse quindici presenze oscure che si manifestano regolarmente.

Branca Doria, mi ha sempre incuriosito per il fatto che Dante lo collocò nell’Inferno, quando, il nobile genovese era ancora in vita (solo a lui e ad Alberico Manfredi, il Poeta riserva questa particolare vergogna). Dante lo colloca nella “Tolomea” dove sono puniti i traditori degli ospiti, perchè l’anima di chi si macchia di un delitto del genere, sprofonda subito all’Inferno, e nel suo corpo prende a dimorare un demone.

Branca Doria aveva sposato la dolce e remissiva figlia sedicenne di Michele Zanche, un potente nobile sardo. Benchè ricchissimo e nobile anch’egli, avido e ambizioso qual’era, voleva anche il titolo e le ricchezze del suocero, così con la scusa di un sontuoso banchetto, lo assassinò. Si dice che fece a pezzi il cadavere e che lo nascose accuratamente.

Mi avvio verso Piazza san Matteo, sulla quale si affacciano i bellissimi palazzi medievali, costruiti dagli svariati membri della famiglia Doria. Al centro, incastonata tra i palazzi, c’è la Chiesa, che in origine fu la cappella gentilizia di famiglia. Il palazzo di Branca, edificato a cavallo tra il ‘200 e il ‘300, è quello alla sinistra della Chiesa.aaaaaaaasanmatteo

La facciata della Chiesa è abbastanza austera, tutta a righe bianche e nere, però l’interno è ricco e sontuoso, ma anche elegante e intimo, a tre navate separate da colonne. Mirabili dipinti e statue decorano le pareti e le cappelle.

Con l’incongruenza che spesso caratterizza gli esseri umani, Branca, che era un uomo crudele e spietato, veniva spesso a pregare nella chiesa, e pare che si appoggiasse sempre alla stessa colonna, la penultima a sinistra, prima dell’altare.

Ebbene, il “nostro” Doria ebbe anche lui una morte violenta: fu catturato durante una sommossa, a Sassari, e giustiziato senza pietà.

Da allora il suo spettro, vestito con una tunica rossa, attraversa la piazza, entra in chiesa, va verso la “sua”colonna e scompare…..lasciando scie ed impronte insanguinate sul marmo bianco della colonna, che ormai è irrimediabilmente e ispiegabilmete rossa.

Mi avvicino alla colonna, il colore rosso sembra esser penetrato all’interno e essersi fuso con le venature del marmo. Tutto nella chiesa denota una attenzione maniacale ai particolari, e mi sembra impossibile che tra tutte le colonne candide, una sia stata realizzata con una pietra colorata, creando così un effetto stridente.

Al di là di questo, il luogo non mi dà alcuna suggestione. Sarà che conosco un po’ la storia di questa antica famiglia, le cui vicende sono intricate quanto una soap opera moderna, e che l’epoca in cui visse Branca, così oscura, non mi ispira per nulla, ma non ho più voglia di restare nella bella chiesa.

Dopo aver visitato il chiostro, bellissimo e pieno di pace, con il pozzo al centro, e il bel sarcofago che conteneva i resti dei santi Marco ed Eleuterio, esco di nuovo sulla piazza.aaaaaaaaachiostro

E’ sera, le luci sono soffuse, passeggio lentamente nel clima gradevole di questo bel novembre. Percorro Vico Serra e poi Vico degli Indoratori. Una signora dall’aspetto antiquato cammina verso di me. Mi sembra come se fosse oppressa da un peso, perchè l’andatura è lenta e lei è un po’ curva. Quando siamo faccia a faccia, si ferma, mi guarda con una espressione triste e con voce stanca mi dice che non sopporta più la sua solitudine, che è esausta per aver cercato tanto i suoi figli, persi dopo il bombardamento……..

Penso che il suo cervello abbia subito “l’ingiuria degli anni”, ma mi sforzo di essere gentile; le chiedo se vuole che la accompagni in qualche posto; mi sorride debolmente e mi risponde che la sua casa non c’è più, che si è persa insieme ai suoi figli, Provo un’immensa pena, ma la mia mente analitica nel frattempo fa qualche calcolo. Sembra molto anziana, ma per aver vissuto la guerra, quando era già madre, dovrebbe avere quasi cento anni. Le offro il mio braccio e, accarezzando la sua mano ossuta le propongo di fare un po’ di strada insieme. Non mi risponde ma si appoggia e comincia a camminare. D’improvviso il silenzio è squarciato da una sirena. Mi guardo intorno con gli occhi sbarrati per la sorpresa: il vicolo deserto ora è pieno di gente che corre. Un rumore di aerei si avvicina sempre più e intorno a me tutto vola in aria, le case esplodono e crollano sotto un mare di fuoco. Io sono impietrita dal terrore, non riesco a capire, mi volto verso la vecchina. Al suo posto ora c’è una giovane donna con le vesti impolverate ed un rivolo di sangue che le cola dalla fronte. Lo sguardo è vacuo, si guarda intorno, ma senza vedere, sembra. Le sue labbra articolano parole incomprensibili. Mi sembra di interpretare che chieda dei suoi bambini. Vorrei che tutto finisse, vorrei aiutare quella poveretta, vorrei capire. La sirena….gli aerei. Sono in mezzo ad un bombardamento.aaaaaaaaabome Come è possibile? Non riesco a muovermi. Chiudo gli occhi, e il rombo di una moto sovrasta tutto il resto. Una voce adirata mi dice di togliermi dalla strada. Riapro gli occhi e mi ritrovo nel vicolo degli Indoratori, da sola. I fari della moto si allontanano. Intorno è tutto in ordine. La pace regna sovrana. La pace……grazie a Dio!


This post has been viewed 840 times

REKLAMA

banner italiaamicamia.com

Leave a Reply

||Blog Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||english Murder in Cairo ||Enogastronomia Crescioni Margherita ||finanza Tassazione in Polonia ||Francais Crescioni Margherita ||German Riva del Garda? Wunderschoene! ||MEDIA & WEB Ci lascia il maestro Ettore Scola ||medicina estetica e benessere Andare in bicicletta ? si grazie! ||Misteri Le interviste impossibili di Camilla de Candey: Cristoforo Colombo ||News Galeria Zbylut Krystyna ||po polsku Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||sagre italiane 10 curiosità che nessuno ti aveva mai detto su San Valentino ||SPORT Andare in bicicletta ? si grazie! ||spreaker Easy Biker! ||TopNews Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||Uncategorized Galeria Zbylut Krystyna ||Video Impariamo a cantare?