Camilla de Candey alla Riviera del Brenta. Malcontenta alla “Malcontenta”

Camilla de Candey

Magnifica Italia! Non si finisce mai di scoprire meraviglie!

Parliamo oggi della Laguna Veneta, che si è formata dai sedimenti trasportati dai fiumi, il Brenta principalmente, che durante le piene primaverili provocavano delle catastrofiche alluvioni. Il Senato Veneziano, nel corso dei secoli ha dovuto tentare molteplici interventi, senza per altro riuscire mai ad ottenere risultati duraturi e risolutivi. Già nel 1300 il Brenta era stato deviato, ma continuava comunque a rompere gli argini, e nel 1444 venne scavato un altro bacino che potesse alleggerire la portata del fiume. Anche questa volta però i risultati furono scarsi, tanto che la zona, cominciò a essere chiamata la “male contenuta”, modo di dire proveniente dal latino che si riferisce a qualcosa di indomabile. Nel corso dei secoli, il nome mutò in “Malcontenta”, forse a causa dell’insoddisfazione degli abitanti di fronte agli interventi fallimentari.

Nel ‘700 però, la situazione doveva essere pressochè risolta, se i ricchi veneziani scelsero, la riviera del Brenta, e precisamente il percorso che va da Padova a Venezia, per costruire le magnifiche ville che venivano usate come dimore estive.riviera del brenta

Per raggiungere le loro case di campagna, i facoltosi veneziani potevano disporre di un servizio di linea turistico: il lussuoso Burchiello, una splendida imbarcazione, dotata di una grande cabina di legno con tre, e a volte quattro balconate, tutta decorata elegantemente, che con il suo incedere lento solcava le acque, attraccando davanti alle varie ville per depositare i fortunati passeggeri.brurchiello canaletto Da marzo ad ottobre un odierno Burchiello, effettua romantiche minicrociere tra le Ville Venete, lungo il percorso dell’antica imbarcazione settecentesca.

Oggi il Burchiello è una barca moderna, con una cabina arredata con comodi divani, un ponte panoramico con ampia visibilità, aria condizionata e bar. A bordo, le guide illustrano la storia, la cultura e l’arte di un’epoca che ha visto fiorire tanta magnificenza.burchiello oggi

Il mio consiglio è di partire da Padova, e fare la crociera di un giorno, che attraversando 9 ponti girevoli e cinque chiuse, vi permetterà di scendere e risalire il dislivello di quasi 10 metri di alcuni tratti del fiume. Verrete accompagnati a visitare tre delle più belle Ville, Villa Pisani di Stra, Villa Widmann di Mira e Villa Foscari chiamata “la Malcontenta”, potrete mangiare in uno dei famosi e caratteristici ristoranti lungo il percorso e alla fine del viaggio attraccherete nel meraviglioso Bacino di San Marco a Venezia. Sicuramente l’esperienza sarà indimenticabile.

Ma siccome io sono incorreggibile, voglio parlarvi di Villa Foscari, la Malcontenta!

Nel 1559 i fratelli Nicolò e Alvise Foscari, esponenti di una delle famiglie più potenti di Venezia, commissionarono al geniale architetto Andrea Palladio la costruzione di una dimora che doveva avere un carattere regale e sontuoso. Pare che qualche anno prima essi lo avessero incaricato di progettare un altare per la chiesa di San Pantalon, quasi come se  avessero voluto metterlo alla prova prima di fargli costruire la Villa.

Essendo la proprietà molto vicina al naviglio, per ovviare all’umidità del suolo, Palladio posizionò l’edificio su un alto basamento, conferendo alla costruzione un maestosità degna di un tempio greco.

Abbiamo già parlato della probabile origine del nome, per altro mai suffragata da documenti storici.

La credenza popolare però, ci fornisce un’altra ipotesi: qualche anno prima della costruzione della Villa, Elisabetta Dolfin, già vedova di un Pisani, sposò Nicolò Foscari.

La donna, bellissima come dimostra un affresco in una sala della Villa, era però dotata di scarsa moralità e di uno spirito inquieto, tradì ripetutamente il marito e condusse una vita così dissoluta che alla fine il povero Nicolò, esasperato, decise di confinarla nella Villa appena costruita. La costrinse ad una vita di solitudine che durò per trent’anni, durante i quali ella cadde in una depressione che la portò a vari tentativi di suicidio.

Dopo la sua morte, si aggirerebbe ancora per le stanze della dimora che fu la sua prigione, abbigliata con un abito nero molto scollato (ma c’è chi dice di averla vista indossarne uno bianco), con i lunghi capelli rossi che si muovono come se ci fosse una leggera brezza. I suoi occhi lampeggianti di una luce folle si guardano intorno come a cercare spasmodicamente qualcosa o qualcuno, o forse solo quella libertà che le fu negata.elisabetta

La particolarità di questa Villa Palladiana sta nel fatto che è rimasta sempre di proprietà dei Foscari, fino ad oggi. Gli odierni eredi, due architetti, la abitano in estate come i loro avi, e si dedicano con amore alla sua conservazione. La visita consente di ammirare poche stanze, e nonostante la dedizione dei proprietari l’aspetto interno è un po’ deludente. Anche il parco alla fine consiste in un prato inglese e basta. Ma l’armonia degli esterni compenserà abbondantemente.

Pare che vista di sera, illuminata da fiaccole tutto intorno, sia davvero emozionante, tra l’altro anche all’interno si privilegiano spesso le candele essendo lasciata volutamente priva della luce elettrica.foscari notti

Anche se nel corso degli anni la famiglia vi ha ospitato personaggi illustri, non c’è la possibilità di accedervi per una visita più prolungata o di notte (quando i fantasmi si manifestano di regola), e la mia curiosità questa volta non l’ho potuta soddisfare. Non so se sentirmi delusa o sollevata…….


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