eccellenze italiane

La Colomba è il simbolo della Pasqua, ma è una tradizione nata da esigenze industriali e poi diffusa in tutta Italia.

Nei primi del Novecento l’azienda milanese Motta decide di confezionare un prodotto simile al panettone, ma con un aspetto decisamente legato alla Pasqua. Nasce la colomba, un dolce con un impasto simile a quello del panettone, ma che si arricchisce di una copertura di amaretto. Non a caso nel 1930 la Motta commissiona ad un artista specializzato in manifesti pubblicitari, Cassandre, un affiche sulla colomba con questo slogan “Colomba pasquale Motta, il dolce che sa di primavera”.

In realtà la colomba ha radici lontane, verso la metà del sesto secolo venne offerto ad Alboino, re dei Longobardi, che stava assediando la città di Pavia un pane lievitato dalla forma di ciambella. Gli ingredienti tuttavia erano molto poveri (uova, farina e lievito) rispetto a quelli di adesso, a cui è stato aggiunto burro, zucchero e canditi. Si deve, però alla Motta, l’aggiunta di una copertura di pasta di mandorle e frutta secca. La forma a colomba del dolce è una scelta dettata non solo dalla simbologia, ma anche dalla stagione, la primavera.

La festa della Pasqua è in tutto il mondo legata al risvegliarsi della natura e nasce come motivo di ringraziamento e di offerta; non a caso in tutte le Regioni si trovano elementi ricorrenti: le uova, le verdure di campo, l’agnello, il cioccolato ed i dolci a forma di colomba. Tutti questi ingredienti dei piatti pasquali hanno una storia secolare, tranne le uova di cioccolato che sono state inventate a Torino nel 1800, come raffinato sostituto del tradizionale scambio di uova di gallina che rappresentava la fine del digiuno quaresimale.

La colomba pasquale, anche se è di uso recente, occupa ormai un posto di tutto rispetto nella gastronomia italiana ed oggi rappresenta una produzione di eccellenza delle pasticcerie artigianali. Infatti, la colomba è un dolce delicato, deve essere soffice, fragrante all’esterno e umida all’interno e deve essere lievitata naturalmente per una notte intera. La mattina dopo viene fatto un secondo impasto a cui si uniscono farina, zucchero, uova cubetti di arancia candita. Dopo una mezz’ora di riposo l’impasto viene porzionato nelle diverse pezzature; dopo quattro ore di ulteriore lievitazione si ricoprono con pasta di mandorle, zucchero e amaretto. Dopo la cottura riposano almeno 7 ore e vengono, poi, confezionate. La produzione industriale è sicuramente più rapida e meno accurata, ma non mancano in commercio prodotti di buon livello.


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