I Rosacroce e la Rosa Rossa….di sangue

Camilla de Candey

Una ipotesi affascinante vede Dante Alighieri legato ai Cavalieri Templari. Tutta la “Comedia” sarebbe un atto di denuncia contro la Chiesa ed il potere, comprensibile, però, solo a chi conosce la simbologia templare e massonica. La chiave di lettura, partendo da questi presupposti, vi assicuro, cambia completamente. Vi prometto che presto scriverò di questo argomento. Oggi, invece, durante una delle mie scorribande letterarie mi sono imbattuta nei Rosacroce. E’ un argomento di cui già avevo letto e studiato, ma non conoscevo quella che secondo molte fonti, anche illuminate, è stata l’evoluzione di questa organizzazione che insieme ai Templari ha dato vita alla Massoneria. Sarebbe composta di persone altamente erudite, depositarie di conoscenze altissime che attraversano tutto lo scibile umano, e che toccano anche argomenti esoterici come le varie dottrine, dalla cristianità a quelle orientali induiste e buddiste, estendendosi anche alla Cabala, all’Alchimia, ai Tarocchi. Tanti personaggi di spicco nel corso dei secoli, fin dal 1200, hanno fatto parte di questa schiera di eletti: da Dante, appunto, a Paracelso, Leonardo, Galileo, Bacone, Shakespeare, Cartesio e tanti altri.

Il problema è che appartenere all’Ordine era segretissimo. Ed è per questo che l’esistenza o meno dei Rosacroce è stato sempre un mistero. Un vero rosacrociano non ammetterebbe mai di esserlo, e se qualcuno si è definito tale, sicuramente non lo era affatto.

Il nostro grande Umberto Eco,aeco facendo la prefazione di un libro sull’argomento (“Storia dei Rosacroce” di Paul Arnold), ne mette in dubbio l’esistenza, ma allora perchè scomodare il suo genio per un’opera di fantasia? E comunque, molte volte, gli è capitato di accennare all’Ordine, senza contare poi, dato che i misteriosi appartenenti all’organizzazione, hanno l’abitudine di seminare dietro di se simbologie e tracce, si è fatto fotografare in diverse circostanze con una rosa in mano!

All’epoca della sua fondazione i “Fedeli d’Amore” come erano anche chiamati, si prefiggevano ideali altissimi, volevano arrivare ad un rinnovamento spirituale, basto sulla vera dottrina cristiana, riportata al suo meraviglioso messaggio originale, dopo averla ripulita di tutte le distorsioni operate dalla Chiesa, che con le sue efferatezze ne aveva stravolto completamente il significato.

Oggi, pare che i Rosacroce, siano una specie di organizzazione criminale occulta, potentissima, che ha in mano le redini del mondo. Cosa ha prodotto un così radicale cambiamento di intenti e di ideali?

Secondo il primo manifesto rosacrociano pubblicato nel 1614 in Germania, la “Fama Fraternitas”, gli iniziati hanno il dono dell’invisibilità e parlano tutte le lingue. Questa metafora è agghiacciante se la si interpreta come il poter disporre di tutti i mezzi dell’ indìformazione, dell’editoria, e perfino della musica e delle canzoni per far arrivare messaggi di ogni genere.

Capite quanto sarebbe opportuno che ognuno di noi cercasse di informarsi sulla simbologia di questa nuova lobby, sul loro modo di esprimersi e di agire? Come potremmo capire altrimenti quanto e come siamo manipolati, strumentalizzati e usati?

E siamo sicuri che anche se riuscissimo ad individuare gli appartenenti all’Ordine, ci venga permesso di opporci? Dalla fondazione di una nuova branca denominata “Rosa rossa” inizia una scia di sangue, in tutto il mondo, dove si riconoscono i simboli e i numeri di elezione (la Croce, la Rosa, il pellicani, il giglio, Santa Rita, e poi il 7, l’8, ì’11 e il 13).

Dai delitti di Jack lo squatatore,ajek che come il mostro di Firenze asportava gli organi delle vittime, dove una delle donne uccise aveva una rosa in mano, e un’altra, che morì al civico 13 di Miller’s Court, alla quale venne strappato il cuore, ha una bara circondata di rose rosse, e anche sulle tombe sia del serial killer che delle sue vittime, ancora oggi qualcuno depone rose rosse, come sulla tomba del mostro di Firenze.

Nel caso dell’efferato delitto di Erba, le simbologie oltre alla data sono rappresentate dal nome dell’assassina Rosa Romano (RR), che uccide tra gli altri Valeria Cherubini (l’angelo). Nell’altro fatto di cronaca, a Cogne, dove una mamma è accusata di aver ucciso il suo bambino, il nome del piccolo sventurato è Samuele (nome biblico che rimanda ad un giudice), il paese si trova sotto al Gran Paradiso e la mamma viene arrestata il 22 maggio, giorno di Sanat Rita.

Inoltre: le pallottole della calibro 22 H (22 è il numero della perfezione, e l’H è la quinta lettera dell’alfabeto ebraico, il cui simbolo è la rosa e la croce) sono di rame, e di rame è anche l’oggetto misterioso che ha colpito e ucciso Samuele. Nessuan arma del delitto verrà mai trovata, neanche quella che ha ucciso Merediht a Perugia, (il funerale della ragazza verrà celebrato nella chiesa di San Giovanni, patrono della Massoneria, e sulla sua bara ci sarà un’unica rosa rossa).

Di messaggi più o meno occulti, che servono forse a far dialogare tra loro i membri dell’associazione, ne potremmo citare a migliaia, ma sembrano tutti frutto della mente visionaria di uno scrittore pazzo, dal giornalista che si è occupato dell’omicidio di Perugia che si chiama Remo Croci (RR), al testimone di un incidente catastrofico che si chiama Carlo Massone e tanti altri.

Mozart pare che dopo aver rivelato dei segreti massonici capì di aver poco da vivere tanto che si compose un “Requiem” che comunque non riuscì a finire perchè morì avvelenato, per non parlare di Rino Gaetano, che si oppose e mise nei testi delle canzoni tutta la politica corrotta, la Rosa Rossa, i disastri finanziari, i riti satanici dei potenti, l’informazione pilotata. E fu ucciso anche lui.

E poi Giulio Verne, con i suoi romanzi pieni di riferiementi ai Rosacroce e ai Massoni, e Antoine de Saint Exupery che nel Piccolo Principe parla di una rosa rossa mangiata da una pecora e che morì in circostanze ancora misteriose.

I due maggiori esponenti rosacrociani odierni sembrerebbero Umberto Eco (Il nome della Rosa) e Stephen Kingaking che scrive la serie The rose red, e che nel suo libro “I lupi del Calla” parla di una rosa protetta da una torre, che va protetta a tutti i costi perchè se dovesse cadere la torre e di conseguenza la Rosa Rossa, cadrebbe tutto il mondo.

Potremmo continuare toccando il mondo del cinema, della politica (Rifondazione Comunista RC, il simbolo dei Radicali, il libro di Cesare Salvi “La Rosa Rossa, il futuro della politica” e quello di Rossana Rossanda “La Croce e la Rosa”), e quant’altro, il web è pieno di siti sui quali vi potrete documentare.

Come spiegarci che tanta gente che oggi detiene il potere, tanta gente di cultura, tanti alti prelati che parlano di pace e di fratellanza siano poi appartenenti alla “Rosa Rossa”?

Se pure riuscissimo a penetrare il mistero dei Rosacroce, accantonando il nostro lassismo, siamo sicuri di poter accettare che la nostra vita, poi, non sarebbe più la stessa? Ammesso che ci si consenta di continuare a vivere, come non è stato consentito a Giuseppe Cosco,agiuseppe il saggista che aveva dedicato la vita a smascherare il cospirazionismo, a Pier Paolo Pasoliniapasolini punito con la messinscena di una morte vergognosa e Rino Gaetano che disse “oggi le mie canzoni non vengono capite, ma tra vent’anni le capiranno”.arino

Se dopo aver letto questo articolo, siete rimasti un po’ perplessi e avete capito poco e niente, sappiate che abbiamo trattato uno degli argomenti più complessi e contradditori che esistono.

A me basta sperare di avervi un po’ incuriosito, e di avervi instillato un po’ di dubbi. Se così non è, prendetele come le farneticazioni notturne di una maniaca del complotto.


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