Il Miracolo di San Gennaro si è compiuto ancora una volta. Napoli è salva!

Camilla de Candey

Tutto il mondo conosce il Miracolo di San Gennaro a Napoli. Da qualche tempo a questa parte, pare che si possa seguire anche sul web in diretta. Non si può, tuttavia, neanche lontanamente immaginare cosa sia vivere quel momento dal vivo.

Il Duomo, dove si compie il “miracolo” è costretto in un piccolo vicolo, tanto che a volte, per un turista, è difficile trovarlo. Davanti ha un piccolo largo e i napoletani, che lo amano moltissimo, cercano di consolarlo (il Duomo) dicendogli che anche se altrove, forse, avrebbe avuto più importanza, a Napoli ha il privilegio di ospitare i resti del Santo più grande, di colui che rappresenta l’anima della città, di quel San Gennaro che ha in mano le sorti del suo popolo.aaaaduomo

All’interno della chiesa, un tripudio di ori, e il Tesoro del Santo, costituito dai regali dei devoti, di principi e re, ma anche di gente umile.

Il 19 di settembre è una delle date in cui il miracolo si ripete. Quest’anno il famoso sangue si è sciolto, nelle mani del Cardinale Crescenzio Sepe, alle ore 11,22.aaaasepe

La gran folla che fin dalle prime luci dell’alba è assiepata nel Duomo, prega e trattiene il respiro, in preda ad un’ansia che cresce di ora in ora. E mentalmente passa in rassegna tutte le sciagure che hanno portato lutti e devastazioni, tutte le volte che il miracolo non è avvenuto o è avvenuto in condizioni diverse, tanto che si sono formate sei modalità in cui il prodigio si può compiere.

L’atmosfera è così carica di tensione, e le preghiere così fervide che l’energia sprigionata è tangibile e toglie quasi il respiro. Più volte mi sono chiesta se non sia questa energia convogliata tutta in una direzione unica, a far liquefare il sangue.aaaafolla

Ma intanto il tempo passa e si cominciano ad udire delle donne che con inistenza sempre crescente incitano il Santo a compiere il miracolo. Man mano che si va avanti le frasi sono sempre più sfrontate e ingiuriose, e le voci, che all’inizio sono quelle di fragili vecchine, si fanno più acute e stridule. Ma quelle donne possono, e sono le sole, permettersi di comportarsi così: esse sono le “vecchie parenti” di San Gennaro, le discendenti di Eusebia che raccolse il sangue, dopo la decapitazione del martire, e lo mise nelle ampolle.aaaaaa

La gente continua a pregare, a capo chino, mentre l’alto prelato rotea l’ampolla tra le mani.

A volte il sangue raggiunge lo stato liquido in pochi minuti, a volte ci vogliono ore. Quando poi viene riposto nella cassaforte, dopo le celebrazioni, capita che si indurisca subito, ma può anche succedere che resti liquido a lungo.

I fedeli, allucinati dal mantra crescente delle invocazioni, sembrano quasi trasfigurati. Il caldo è insopportabile, e quando, finalmente il prodigio inizia a compiersi, un boato si sprigiona dalla folla, migliaia di fazzoletti bianchi vengono sventolati e 21 colpi di cannone annunciano al mondo che il miracolo si è compiuto. La gioia è incontenibile e i fedeli finalmente possono tirare un sospiro di sollievo. Tutte le catastrofi che sono seguite al mancato ripetersi del miracolo, pestilenze, siccità, eruzioni del Vesuvio, guerre e terremoti, sono scongiurate ancora una volta.aaaafazzoletti

Quello che molti ignorano, però, è che Napoli dispone di ben cento reliquie di sangue aggrumato che a volte sono ancora più attive nel liquefarsi di quelle di San Gennaro. Le più prodigiose sono quelle di Santa Patrizia, la vergine di Costantinopoli, che in San Gregorio Armeno, si scioglierebbe ogni martedì, quella di Santo Stefano in Santa Chiara che si liquefà il 3 agosto e il 25 dicembre, quella di Sant’Alfonso Maria de’Liguori nella chiesa della Redenzione dei Captivi attiva il 2 agosto e quelle di San Pantaleone e di San Luigi Gonzaga nel Gesù Vecchio che si sciolgono il 21 giugno.

Il sangue rappreso del Battista è quello, però, che ha la storia più sorprendente. Si sciose per la prima volta nel 1554 nel convento di Sant’Arcangelo a Baiano, dove era conservato dal ‘200. Il convento ad un certo punto venne soppresso a causa dei comportamenti troppo licenziosi delle monache, e le due ampolle del prezioso sangue vennero affidate alle suore di San Gregorio Armeno, una, e di Donnaromita, l’altra. Ora accadde che mentre il sangue contenuto nella prima ampolla continuò a sciogliersi, il secondo rimase allo stato solido per secoli. Quando anche il convento di Donnaromita venne soppresso, le due ampolle si ricongiunsero e da allora anche il sangue contenuto nella seconda si scioglie.aaaabattista

Per la città partenopea tutti questi prodigi sono motivo di grande orgoglio, e i napoletani si sentono onorati di essere in possesso del sangue che tanti martiri hanno versato per difendere la loro fede.

Le ipotesi formulate dalla scienza fin’ora sono tutte poco plausibili.

Noi sia che siamo credenti o meno, cerchiamo di meditare sul significato di questi fenomeni straordinari, soprattutto in un momento così critico per tutta l’umanità.


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