Innamorarsi di un negozio? Si, se si tratta del “Negozio Olivetti” di Venezia!

Mogetta Beatrice

Quante vite ci vorrebbero per enumerare tutti i personaggi che questo nostro meraviglioso Paese ha prodotto nel corso della sua Storia? Si può spaziare in tutti i campi dello scibile umano e trovare italiani geniali che hanno lasciato importanti testimonianze e che sono guardati dal mondo intero come modelli a cui fare riferimento.

Nel campo dell’architettura, ma anche del design, uno tra i più importanti esponenti del XX secolo è a mio parere, ma non solo, Carlo Scarpa.aaaaascarpa

Veneziano, nato nel 1906, si mise in luce per la sua genialità quando ancora studiava all’Accademia delle Belle Arti, e, ancora studente, ebbe il suo primo incarico come progettista in un lavoro che vedeva coinvolti anche i maestri vetrai di Murano.

Appena diplomato fu inserito subito in un importante studio di architettura e divenne anche assistente universitario del suo titolare, l’architetto Guido Cirilli.

Incessanti furono gli incarichi che gli furono conferiti, e fu introdotto con grande considerazione negli ambienti artistici e intellettuali dell’epoca.

Nel 1956, però, insieme al prestigioso Premio Nazionale Olivetti, gli arrivò anche la denuncia dell’Ordine degli Architetti, per aver esercitato la professione illegalmente.

Solo nel 1978, quando ricevette la Laurea Honoris Causa in architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, si mise fine alla annosa polemica. Purtroppo il grande Scarpa non potè ritirare il suo titolo accademico perchè morì in Giappone per un banale incidente.

Per comprendere la sua illuminata visione dell’Architettura, basta citare le sue parole: “ Possiamo dire che l’Architettura che noi vorremmo essere poesia dovrebbe chiamarsi armonia, come un bellissimo viso di donna. Ci sono forme che esprimono qualche cosa. L’Architettura è un linguaggio molto difficile da comprendere, è misterioso, a differenza delle altre arti, della musica in particolare, più direttamente comprensibili……il valore di un’opera consiste nella sua espressione: quando una cosa è espressa bene, il suo valore diviene molto alto.”

L’attività che preferiva in assoluto era il restauro di edifici antichi, amava realizzare nuovi progetti fondendo l’innovazione al contesto di un’altra epoca.

Tante sono le testimonianze del suo valore, ma io vi voglio parlare di una in particolare: il “Negozio Olivetti” in Piazza San Marco a Venezia.aaaaasanmarco

In uno stabile del XV secolo, Adriano Olivetti, nel 1957, commissionò a Carlo Scarpa, uno “Show-Room”, un “biglietto da visita” come lui stesso lo definiva, che doveva servire a sancire il suo successo nel mondo come industriale. Uno spazio espositivo, rigorosamente non adibito alla vendita.aaaaanegozio2

Scarpa si buttò con entusiasmo nell’impresa, creando un luogo che ancora oggi viene definito “una pagina tra le più luminose dell’Architettura del Novecento”.

Da un ambiente angusto, buio, diviso in piccole stanze, il geniale architetto creò uno spazio luminoso, aperto. Le infelici scale vennero sostituite da uno scalone in marmo che ancora oggi desta meraviglia, tanto è straordinaria l’impressione che sia sospeso nel vuoto.aaaaascala

Stupefacente l’uso dei materiali, il cemento, ma anche i vetri di Murano usati come piastrelle per i pavimenti.aaaaaapavimenti Oggi che, dopo un periodo di abbandono, è stato restaurato ad opera del FAI (Fondo Ambiente Italiano), possiamo tutti andare a visitarlo, e renderci conto di persona quanto sia, ancora oggi un fulgido esempio di contemporaneità e di quanto l’arte sia qui armoniosamente al servizio della funzionalità.aaaaanegozio3 Il confronto con certe scelte architettoniche di oggi, soprattutto qui a Venezia, viene spontaneo. Perchè non si prende esempio dalla sua essenzialità, dal suo elegante minimalismo, e dalla grande suggestione? Forse è solo una prerogativa di una mente eletta saper coniugare una modernità straordinaria e a suo modo stravagante con la bellezza gotico-bizantina della Piazza più famosa del mondo!


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