Italia e Polonia un curioso “trait d’union”

Beatrice Mogetta

Dicono che le differenze tra Italia e Polonia sono moltissime. Io personalmente trovo che anche le analogie siano molte. Intanto la storia, siamo stati due Paesi che hanno subito molte invasioni, e per un periodo siamo stati anche sotto lo stesso Impero Austro-Ungarico.ainpero E con lo stesso ardore abbiamo combattutto gli invasori. Siamo due Nazioni ricche di civiltà e di cultura, con la vocazione, fin dall’antichità, di dare svolte decisive alla Storia, e all’Umanità. Non dimentichiamoci che Niccolò Copernico (Mikolaj Kopernick), che nacque in un paese sulla Vistola, Torun, e che ebbe la sua formazione a Cracovia, per rimettere il Sole al centro del Sistema Solare si avvalse anche di importanti studi in svariate università italiane. Ed era il 1500!.

Potrei continuare a lungo, enumerando le moltissime volte in cui i nostri popoli hanno avuto percorsi paralleli, ma oggi voglio parlare di una curiosa pecurialità che lega i nostri due Paesi e che riguarda i nostri Inni Nazionali: ebbene questi costituiscono l’unico caso al mondo in cui nel testo dell’uno viene citato l’altro Paese e viceversa. Cominciamo col dire che i due inni sono stati composti più o meno nello stesso periodo, la prima metà del XIX secolo. Analizziamo i due inni cominciando da quello polacco.

L’inno polacco, conosciuto come Mazurek Dabrowskiego (Mazurca di Dabrowski) è stato scritto

ed eseguito per la prima volta nel 1797 a Reggio Emilia da Jozef Wybicki,Lapide_Wybicki che era tenente di una armata polacca che si era unita a Napoleone, impegnato nella Campagna d’Italia. Il generale francese aveva promesso ai polacchi che se avessero combattuto insieme contro il grande Impero, avrebbero riconquistato l’indipendenza. Nel Nord Italia, durante le celebrazioni per il successo delle azioni militari, il tenente scrisse questa mazurka dedicata al suo comandante, sia per celebrarne il valore e sia per ribadire l’amore per la Patria lontana. Quando scrive “Jeszcze Ploska nie zginela” (La Polonia non è ancora scomparsa) si riferisce al fatto che la sua Terra, divisa tra le tre potenze circostanti non aveva più una identità territoriale, mentre “Marsz, marsz, Dabrowski, ziemi wloskiej do Polski” (marcia Dabrowski, dalla terra italiana alla Polonia) incita il suo generale a riportarli a casa. Ecco il perchè della citazione dell’Italia nell’Inno Polacco.inno_italia

L’Inno di Mameli, chiamato “Fratelli d’Italia” mentre il vero titolo è “Il canto degli italiani” è stato scritto nel 1847, all’alba del Risorgimento. Quando l’Inno si diffuse, le autorità cercarono di censurarlo giudicandolo troppo anti monarchico. Inutilmente, come fu inutile il tentativo di censurare almeno l’ultima strofa: “Già l’Aquila d’Austria le penne ha perdute, già il sangue d’Italia ed il sangue polacco bevè col cosacco ma il cor le bruciò”. Ecco quindi la citazione della Polonia nell’Inno Italiano. Curioso no!?!?!?


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