La Scarzuola, ovvero l’utopia della “città ideale” realizzata in Umbria

Beatrice Mogetta

L’uomo da quando ha cominciato a progettare i primi insediamenti urbani, ha tentato di sviluppare il concetto di “città ideale”. Via via le motivazioni e i principi propulsori sono cambiati: in principio le problematiche che emergevano erano soprattutto di ordine pratico, poi si passò al tentativo di fare progetti urbanistici sempre più razionali, fino a cercare ispirazione nella filosofia e nell’utopia. La ricerca del luogo perfetto in cui vivere divenne sogno, miraggio e utopia soprattutto nel Rinascimento, quando principi e intellettuali, artisti e filosofi cercarono di creare le loro “città ideali”, quando i grandi centri urbani ricominciarono ad essere luoghi di vita e di attività umane tra le più disparate. Solo che purtroppo a volte i progetti erano straordinari sulla carta, ma irrealizzabili nella realtà. Un primo esempio di progetto di una architettura, meravigliosa, ma quanto mai astratta è Sforzinda (sicuramente dedicata a Francesco Sforza), concepita dall’architetto Antonio Averulino, meglio conosciuto come Il Filarete. Doveva essere una città perfetta, per una società perfetta, e se fu un fallimento fu proprio in virtù del fatto che una società fatta esseri umani non avrebbe potuto mai essere omogenea e pacifica.sforzinda

La forma di stella, che doveva avere Sforzinda però, fu ripresa in seguito per costruire una città in provincia di Udine, Palmanovapalmanova e dove non era possibile intervenire a edificare una città di sana pianta, si cercava di ammodernare quelle già esistenti, e di abbellirle con piazze magnifiche, geometriche, simboliche e armoniche.piazza

Il sogno di trovare una felice combinazione tra una città perfetta, che avesse un governo saggio e urbanisticamente organizzato, non ha più abbandonato l’uomo, fino ai giorni nostri. Soprattutto negli anni ’70, dopo i periodi bui delle guerre e delle dittature, si è ricominciato ad affrontare il tema delle città a misura d’uomo, in un momento in cui sembrava possibile una società mossa soprattutto da ideali di pace e fratellanza.

Qualcuno, pazzo e visionario, che ritiene possibile, anche oggi, creare una “città ideale”, ancora c’è! Ho scoperto in una località rurale dell’Umbria, precisamente nella frazione di Montegiove, nel comune di Montegabbione, in provincia di Terni, un magnifico luogo: una sorta di città-teatro, sognata e realizzata dall’architetto milanese Tommaso Buzzi, nel ventesimo secolo, che ha voluto farsi il suo posto dei sogni.scarzuola

Nella seconda metà del Novecento, il Buzzi, acquistò un antico monastero, La Scarzuola, che nel 1200, fu edificato in un luogo dove si dice che San Francesco costruì una capanna, piantò una rosa e un alloro e fece sgorgare una fontana. Fino al ‘700 il monastero fu abitato dai “Frati minori”, per passare poi a dei marchesi di Orvieto.

Dopo aver acquisito la proprietà, il geniale Buzzi, si dedicò alla costruzione di questo luogo, una sorta di scenografia teatrale, irreale e simbolica, dove scale e scalette si intersecano a costruzioni che evocano luoghi della memoria e monumenti del passato, dove pilastri, prati ed alberi creano ambienti così irreali che ci si sente come in un sogno.scale e scalette

Quando Buzzi è morto, non aveva ancora terminato la sua opera e un suo nipote, pazzo quanto lui, Marco Solari, è andato a vivere là e ha continuato i lavori, attenendosi ai disegni dello zio.marcosolari

La Scarzuola non è aperta al pubblico, e solo se il suo proprietario ne ha voglia, si ha la possibilità di visitarla, previa richiesta al maggiordomo inglese. A fare da guida Marco Solari in persona.

E in un silenzio irreale, dove non si sente neanche lo stormire delle foglie, il Solari, simpatico e divertente, ma anche preparato e appassionato, guida i visitatori, che si trovano a vivere una sorta di onirico “deja vu”, con gli sguardi che spaziano da Villa Adriana a Villa d’Este, dal Partenone al Colosseo, dal Pantheon al Tempio di Vesta. E poi i mostri di Bomarzo, e richiami palesi al Palladio, a Scamozzi e a Serlio.colosseo

Una serie di terrazzamenti portano ad un anfiteatro, e a vari palchi teatrali, ognuno con un significato suo, che culminano nell’Acropoli.anfiteatro

L’intento di Tommaso Buzzi è riassunto in queste sue parole: “ …Alla Scarzuola, quando qualcuno mi osserva che la parte nuova, creata da me, non è “francescana”, io rispondo: naturalmente, perchè rappresenta il Mondo in generale e in particolare il mio Mondo – quello in cui ho avuto la sorte di vivere e lavorare – dell’Arte, della Cultura, della Mondanità, dell’Eleganza, dei Piaceri (anche dei Vizi, della Ricchezza, e dei Poteri ecc.) in cui però ho fatto posto per le oasi di raccoglimento, di studio, di lavoro, di musica e di silenzio, di Grandezze e Miseria, di vita sociale e di vita eremitica, di contemplazione in solitudine, regno della Fantasia, delle favole, dei Miti, Echi e Riflessi fuori dal tempo e dallo spazio perchè ognuno ci può trovare echi di molto passato e note dell’avvenire…..”scarzuola2

Un capolavoro italiano che nel suo “neo-manierismo” ci riporta al Rinascimento ed ai suoi miti.

Mi chiedo di quante vite avremmo bisogno per vivere appieno queste innumerevoli meraviglie italiane!!!!!!


This post has been viewed 2,574 times

REKLAMA

banner italiaamicamia.com

Leave a Reply

||Blog Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||english Murder in Cairo ||Enogastronomia Crescioni Margherita ||finanza Tassazione in Polonia ||Francais Crescioni Margherita ||German Riva del Garda? Wunderschoene! ||MEDIA & WEB Ci lascia il maestro Ettore Scola ||medicina estetica e benessere Andare in bicicletta ? si grazie! ||Misteri Le interviste impossibili di Camilla de Candey: Cristoforo Colombo ||News Galeria Zbylut Krystyna ||po polsku Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||sagre italiane 10 curiosità che nessuno ti aveva mai detto su San Valentino ||SPORT Andare in bicicletta ? si grazie! ||spreaker Easy Biker! ||TopNews Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||Uncategorized Galeria Zbylut Krystyna ||Video Impariamo a cantare?