L’arcipelago della Maddalena, eroici nocchieri e la Santa Evangelista

Beatrice Mogetta

L’arcipelago della Maddalena, uno dei posti più belli del mondo, si compone di 40 isole. Solo le sette più grandi sono abitate scarsamente, la Maddalena che è la più grande con i suoi quasi 50 km quadratiLa_Maddalena_1 e poi Caprera, dove morì Garibaldi,Santo Stefano, Budelli, Razzoli e Santa Maria. Prima dell’ultima glaciazione era tutta una terra insieme alla Corsica, poi si è formato il braccio di mare che si chiama Le Bocche di Bonifacio. I primi insediamenti risalgono al Paleolitico, e solo in epoca medievale vi si stabilirono Eremiti che il Papa Innocenzo IV inquadrò nella Regola di San Benedetto. Vari furono i monasteri che questi costruirono sulle isole, o almeno si crede, perchè non ne è rimasta traccia.

Nel 1600 vi arrivò la Marina Sarda, che impiantò una base navale che è lì da 400 anni e oggi vi è La Scuola per Allievi Sottufficiali.

Un eroe, sardo, anzi proprio maddaleniano, è Domenico Millelire. Ufficiale della Marina Sarda fu insignito della prima medaglia d’oro al Valor Militare delle Forze Armate Italiane. Il valoroso nocchiero riuscì a difendere l’arcipelago dal tentativo di invasione da parte dell’Esercito Francese, nel quale operava col grado di luogotente, il futuro imperatore Napoleone Bonaparte.

Con delle risorse inferiori di molto ai francesi escogitò un piano spregiudicato, ed ebbe successo, anzi con un cannone caricato sulla sua lancia inseguì la flotta francese che aveva costretto alla ritirata fino in Corsica. Per Napoleone fu una sconfitta umiliante.millelire

Ma io intendo parlare della leggenda che vuole che Maria Maddalena, sia passata di qui, e vi abbia soggiornato, prima di raggiungere la Francia meridionale, dove poi si stabilì.

Intanto l’arcipelago ha questo nome dal 1570, perchè in documenti più antichi non risulta. Però esiste un Vocabolario Sardo Geografico patronimico ed etimilogico scritto da un canonico che si chiamava Giovanni Spano, nel 1872. Alla voce “Sa Maddalena” scrisse: “ Villaggio ed isola La Maddalena. Madeleninu dicesi anche insalanu come gli abitanti di Carloforte. Nel paese si ha per tradizione che Santa Maria Maddalena, dopo la morte di Cristo, sia passata e dimorata in quest’isola, e per ciò sia stata così appellata (l’isola)”.

Dunque da tempo immemorabile gli abitanti dell’isola portano avanti la tradizione. Si può ipotizzare però che questa leggenda derivi dalla “Legenda Aurea” di Jacopo da Varazze, del 1200, che conobbe nel Medio Evo una grande diffusione. Questo ci porta a pensare che il culto della Maddalena sia molto antico sull’isola, ma tracce non ce ne sono. L’unica cosa curiosa e che qui come in Provenza i depositari del culto della Evangelica Santa siano stati i Benedettini.

La storia narrata dalla “Legenda Aurea” è complicata e articolata: pare che Maria Maddalena sia stata di nobile lignaggio e vivesse assieme a suo fratello Lazzaro e a sua sorella Marta in un Castello a due miglia da Nazareth. Pare anche che fosse sposata con San Giovanni. Quando Gesù lo chiamò a far parte dei discepoli, lei si indignò e si diede, per dispetto, ad ogni genere di lussuria. Gesù pensò che non fosse giusto che a causa sua ella doveva rischiare la dannazione e quindi la convertì. Dopo la morte di Gesù, la Maddalena e i suoi fratelli, più altri cristiani, furono catturati dai miscredenti, messi su una barca senza remi e mandati alla deriva. Dio però non li abbandonò e li condusse sani e salvi a Marsiglia, dove la Santa ebbe modo di compiere dei miracoli.

Comunque sia è Lei la Patrona dell’isola e vien festeggiata solennemente il 22 luglio.aprocessione

Una processione di barche accompagna la sua statua sul mare al cospetto del Vescovo. Dei magnifici giochi pirotecnici concludono i festeggiamenti, sotto gli occhi di un fiume di turisti.

La chiesa settecentesca della Maddalena, in stile barocco, che ovviamente va visitata,achiesa maria maddalenna ha una particolarità: sul portale, c’è una epigrafe, che dice che la chiesa è intitolata alla “Divae” Maria Maddalenaascritta. Anche su un’altra chiesa ad Ossuccio in provincia di Como, in un’altra lastra di un’altra chiesa la Santa viena appellata “Divae” che significa Dea! I misteri non finiscono mai. Vero Camilla de Candey?


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