Le interviste impossibili di Camilla de Candey: Simonetta Cattaneo Vespucci.

Camilla de Candey

Nel Rinascimento, con la riscoperta della centralità dell’individuo, la donna si ritrovò ad affiancare l’uomo, ma non più come una fugura mortificata da regole oscurantiste. L’universo femminile potè affermare, anche se timidamente, la propria personalità, e fu proprio nell’educazione delle femmine la vera innovazione sociale. Le famiglie più abbienti tenevano le figlie in convento fino ai dodici anni, età considerata già da marito, dove “studiavano” per diventare mogli perfette, discrete, oneste e modeste, tuttavia la maggiore apertura mentale di quel periodo fece si che molte si ribellassero alle convenzioni che le volevano sottomesse e passive, e che iniziassero a studiare, diventando molto più interessanti agli occhi degli uomini, che cominciarono ad apprezzarle e ad ammirarle, non più, soltanto, come oggetti belli e inanimati.aaaaaaadonna

L’intervista impossibile di oggi riguarda una dama rinascimentale. Il nome forse non vi dirà nulla, in pochi purtroppo conoscono la sua storia, ma io scommetto che se vi dessi un indizio, tutti chiudendo gli occhi, avreste il suo viso ben stampato in mente. Curiosi? Scoprirete di chi sto parlando continuando a leggere.

Domanda: Il vostro nome madonna?

Risposta: Mi chiamo Simonetta Cattaneo Vespucci.aaaaaaaasimonetta2

  1. Cominciamo a raccontare a grandi linee la vostra storia, che poi inizia come quella di tante ragazze della vostra epoca

R. Si. Io nacqui a Portovenere, da una nobile famiglia ligure, che possedeva miniere di ferro. Andai sposa a quindici anni a Marco Vespucci, figlio di una ricca famiglia di banchieri. Ci trasferimmo a Firenze, e fummo subito accolti nella corte di Lorenzo de’Medici, il Magnifico, appena divenuto signore della città, di cui i Vespucci erano intimi amici.aaaaaaaalorenzo

  1. Nonostante il primo periodo matrimoniale voi conduceste una vita abbastanza riservata, eravate famosa, e conosciuta come “la bella di Firenze”. I vostri capelli biondo dorato, i vostri stupendi occhi grigi, insieme ad una figuretta esile ed elegante, avevano stregato tutti. Cominciaste ad ispirare poeti e pittori, e molti di quelli che gravitavano nella reggia del Mecenate Lorenzo, vi ritrassero.

R. Non condussi una vita particolarmente ritirata in verità. Il centro della mia esistenza era la reggia mediecea, e lì, si susseguivano feste e ricevimenti.

I ritratti erano una consuetudine riservata non più solo ai nobili ma anche ai ricchi borghesi, e non erano più fatti a scopo esclusivamente commemorativo. Non avevano più la severità dei dipinti che dovevano rapresentare la donna solo di profilo, austera e con lo sguardo fisso verso un qualcosa di lontano, e di dolorosamente irraggiungibile. Vi si descriveva con il pennello una donna che suscitava ammirazione, ben inserita nel suo tempo, con la sua personalità, il suo modo di vestire e di acconciarsi i capelli, quei capelli tanto demonizzati fino ad allora, perchè accusati di infiammare i sensi degli uomini.

Nella corte di Lorenzo vi erano molti artisti e tutti volevano ritrarmi.

  1. Fu proprio a causa di un vostro ritratto, “La senza paragoni” di Sandro Filipepi, meglio conosciuto come il Botticelli, che conosceste Giuliano, il fratello più giovane di Lorenzo de’Medici.aaaaaaaagiuliano

R. Si. Fu nel corso di un torneo (il Torneo di Giuliano appunto), dove il premio era quel mio ritratto, che lui mi vide per la prima volta. Vinse tutte le gare per avere quel dipinto. Ma conquistò anche il mio cuore.

  1. Sulla vostra storia d’amore si favoleggiò moltissimo, e voi e il colto e idealista Giuliano formavate una coppia ammiratissima. A questo punto anche il vostro idillio fu immortalato da numerosi artisti. Ora parliamo delle opere immortali per le quali faceste da modella, e tutti capiranno che siete.

    R. Firenze era cosparsa di miei ritratti e per la gente ormai io ero “la bella Simonetta”. Mi ritrassero: Piero di Cosimo, il Verrocchio, il Ghirlandaio, Filippo Lippi, ma fu Botticelli che mi rese immortale. “La nascita di Venere”aaaaaanascita venere….sono io quella che nasce dal mare e in una conchiglia viene sospinta dai venti Zefiro e Bora verso la riva.aaaaaaaaaasimovenere“La primavera”aaaaaaprimave…io sono una delle tre grazie, quella al centro,aaaaaaaamuseaaaaaaaagiuliano mercurio e Giuliano è il bel Mercurio sulla sinistra.

  1. Adesso tutti vi avranno riconosciuto madonna Simonetta. Ma ditemi: il rapporto con Giuliano, fu davvero solo platonico?

R. Non mi far dire cose sconvenienti, Camilla. Ti posso dire solo che il Botticelli che sapeva tutto di me, dipinse un quadro molto esplicativo in proposito: “Venere e Marte”. Io ho uno sguardo trasognato ed intenso, e Marte (Giuliano), è addormentato e sembra davvero spossato. In più sulla sua testa svolazzano delle vespe. Secondo te, il pittore voleva riferirsi a qualcuno in particolare? Ti ricordo che il mio cognome è Vespucci!aaaaaaaaamarte

  1. Che tristezza però, pensare che la vostra esistenza così dorata, sia stata così breve.

R. Si io a 22 anni contrassi una polmonite, che non si riuscì a curare. Lorenzo mi mandò anche il suo medico personale, un ebreo famoso che si chiamava Maestro Stefano. Non ci fu nulla da fare. La mia vita si spense di lì a poco.

  1. I pittori usarono i vostri tratti per le loro opere ancora per anni e anni. E il volto di quella che è ancora oggi ricordata come la più bella donna del Rinascimento, è riconoscibile in tante pregevoli quadri e affreschi. Per non parlare dei sonetti che vi sono stati dedicati, compreso uno, struggente e bellissimo scritto dal Magnifico in persona, alla vostra morte.

    R. …O chiara stella, che co’ raggi tuoi togli alle tue vicine stelle il lume….Lorenzo era molto romantico, pensa Camilla, che visse un amore, veramente platonico, con Lucrezia Donati, l’unica, secondo lui, in grado di trasformare e purificare la sua anima di uomo peccaminoso.

    D. Ai vostri funerali, con la bara lasciata aperta, perchè tutti potessero vedere che la morte non aveva alterato i vostri magnifici tratti, partecipò tutta Firenze. Foste sepolta nella chiesa di Ognissanti, nella Cappella Vespucci che era stata affrescata dal Ghirlandaio. Ai vostri piedi, è sepolto il Botticelli.aaaaaaaatomba botticelli

    R. Si. Fu una sua precisa volontà. Mi amava moltissimo, mi idolatrava quasi.

    D. Giuliano vi sopravvisse solo un paio d’anni. Fu assassinato nella congiura dei Pazzi. Con la vostra fine si concluse il periodo più aureo dei Medici a Firenze.

    R. “Quant’è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. Il mio amico Lorenzo, il principe umanista, scrittore, poeta e mecenate che morì anche lui abbastanza giovane scrisse questi versi profetici, e mi congedo da te così, esortandoti a goderti sempre il momento. Addio Camilla.

    D. Addio madonna Simonetta, deliziosa “Diva” ante litteram. Da oggi non potrò fare a meno di pensare alla tua storia, quando vedrò i tuoi ritratti immortali, ma anche quando avrò in mano, semplicemente, le monetine da dieci centesimi dove è riprodotto il tuo visino, piccolo piccolo.aaaaaaaacent


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