Ma i Cavalieri erano davvero così affascinanti?

Beatrice Mogetta

Il mito dei “Cavalieri” da sempre ci affascina e ci incuriosisce. Parlare degli ordini cavallereschi più noti, intriga moltissima gente. In tanti ormai siamo esperti di simbologie templari, per esempio, e trovare in un castello o in qualche luogo che ha visto passare la storia qualche cosa che si rifà a questi famosi eppure ancora misteriosissimi cavalieri è fonte di meraviglia e di euforia.

Il problema è che l’immagine che abbiamo di loro, spesso, non corrisponde assolutamente alla realtà storica. Esiste una immensa letteratura sull’argomento “Cavalieri”, e la maggior parte è composta da romanzi che per ovvie ragioni non sempre si attengono alla verità. Ben 240 film, inoltre, sono stati ispirati da questi miti. E’ facile capire perchè, poi, la linea di demarcazione tra la realtà e la fantasia, diventi sempre meno marcata e netta.

A identificare i Cavalieri come uomini di coraggio, dotati di grande senso dell’onore, protettori di donzelle indifese, belli, eleganti, ma anche umili e pazienti, ci ha pensato la leggenda di Re Artù e della sua Tavola Rotonda.cav tavola rotonda Peccato che sia tutto molto lontano dalla verità.

Per cercare di mettere un po’ di ordine nelle nostre convinzioni, spesso troppo romantiche, cominciamo col dire che i Cavalieri esistono da circa 4000 anni, ma che solo nel X secolo raggiunsero l’importanza che conosciamo: e sapete perchè? Perchè quando gli Ungari invasero l’Europa, fecero conoscere la staffa. Il fatto di avere, grazie a questo strumento, una maggiore stabilità in sella, dava ai soldati una capacità offensiva tale che piano piano, diventando una formidabile macchina da guerra, permise loro di crescere anche nel lignaggio e nella scala gerarchica. Nessun feudatario fece più a meno di avere al suo servizio uno stuolo di cavalieri, che come nella leggenda di Re Artù, diventavano anche consiglieri importanti, e i nobili che non avevano la primogenitura ora avevano una collocazione alternativa.

Avvenne che dopo l’anno 1000, la Chiesa, ebbe bisogno di qualcuno che guidasse gli eserciti alle Crociate, e senza indugio alcuno, arruolò la potente casta. Ispirata da severi asceti come Bernardo da Chiaravalle, un cistercense integralista ma carismatico, inquadrò i Cavalieri in “Ordini Equestri”e impose una ferrea disciplina militare.

Gli Ordini più importanti furono 4, e 3 di questi sono tuttora esistenti. Il primo Ordine costituito fu quello di San Giovanni del 1050,cavaliere-ordine-san-giovanni-01 seguì l’Ordine del Santo Sepolcro nel 1099,cav santo sepolcro i Templari nel 1118templari e i Cavalieri Teutonici nel 1190.cav teutonici Il compito comune era quello di fare la guerra agli islamici, ma ognuno di questi Ordini, poi, aveva anche delle mansioni parallele: i Templari gestivano banche, i Cavalieri del Santo Sepolcro si occupavano di ordine pubblico nei luoghi sacri, quelli di san Giovanni avevano un’infermeria e un ostello per i pellegrini. Poiché c’è sempre bisogno di modelli positivi, vennero create le Storie di Artù, in inghilterra, di Orlando, in Francia, e tutti i poemi dell’Ariosto, del Boiardo e del Tasso, in Italia. Ovviamente la vita degli eroi, descritti, era più adatta alle corti che alla guerra.

Analizzati da vicino, i Cavalieri, si presentano con una immagine ben diversa. Molti erano asceti, e molti belve sanguinarie, e le donne non facevano assolutamente parte della loro esistenza. Ai Cavalieri veniva imposta la difesa dei poveri e dei vecchi, ma non delle donne, un universo ignorato, quando non era osteggiato: i Templari, per esempio, avevano il divieto assoluto di avere contatti con l’altro sesso, incluse madri e sorelle.

Ai Cavalieri era vietata la caccia e l’uso delle armi contro altri cristiani, mentre uccidere i musulmani, non solo era lecito ma anche meritorio, la Regola era “nessuna pietà per i nemici”.

Per rendersi conto di quella che era la vita dei veri Cavalieri, basterebbe andare in Siria a visitare il “Krak des Chevaliers”, il castello-simbolo dei Giovanniti.crac

Costruito su un’alta collina, poteva accogliere 3000 uomini, e aveva provviste ed acqua sufficenti per fronteggiare 5 anni di assedio. In quella quintessenza del rigore e dell’austerità, in quella specie di convento, i Cavalieri vivevano come penitenti: erano vietati gli abiti vistosi, i beni venivano divisi con gli altri, si sottoponevano a duri digiuni e dormivano armati. Più dura ancora la Regola Templare, secondo la quale, erano vietati i capelli lunghi, gli speroni, la carne in tavola per 4 giorni a settimana e perfino l’uso di piatti individuali (mangiavano due per piatto).

L’epopea dei Cavalieri non durò a lungo. Dopo la caduta degli ultimi avanposti cristiani, nel 1291, gli Ordini lasciarono la Palestina. I Cavalieri del santo Sepolcro si trasferirono in Spagna e in seguito a Roma, dove, ormai smilitarizati, esistono ancora tra le mura vaticane. I Templari tornarono in Francia e dopo 24 anni furono sterminati da re Filippo il Bello. I cavalieri Teutonici sopravvissero fino all’avvento di Hitler che li sciolse. Sono rinati dalle loro ceneri come confraternita religiosa con sede a Vienna. L’unico Ordine che ancora oggi riveste un grande importanza è quello di san Giovanni. Nel corso dei secoli ha dato vita ad una repubblica marinara che ha governato prima su Rodi e poi su Malta. (da qui la decisione di assumere il nome di Cavalieri di Malta). Fecero dell’arcipelago maltese una roccaforte contro gli islamici, ma dovettero arrendersi alle truppe napoleoniche a causa della Regola che vietava di combattere contro altri cristiani. Oggi, pur non disponendo più di una flotta, né di un territorio e né di divise, i Cavalieri di Malta si comportano come se fossero uno stato sovrano, emettono francobolli, coniano monete e hanno ambasciate e consolati in 96 Paesi della Terra.

Nel mondo odierno, la parola Cavaliere ha una connotazione di signorilità e galanteria, retaggio dei poemi con i “cavalieri antiqui” come protagonisti. Col tempo vennero istituiti Ordini Equestri a scopo onorifico, riservati ai nobili in un primo momento, ed estesi a tutti quelli che si erano distinti nel lavoro e nella vita sociale, nel 1901, da re Vittorio Emanuele III. In questi anni ne sono stati insigniti circa 200.000.cavonor

A titolo di cronaca voglio aggiungere che la cavalleria intesa come casta che si prefiggeva di coniugare il valore militare con le doti morali esisteva, nel medioevo anche tra i musulmani contro cui gli Ordini di cui sopra combattevano. Un importante ordine equestre, al-Futuwah, aveva una Regola molto simile a quella dei Cavalieri cristiani (generosità, semplicità, nobiltà d’animo) ed era stata fissata dall’asceta arabo Abu Abd er-Rahman, prima di Bernardo da Chiaravalle. Inoltre disponeva anche di una leggenda che parlava di una spada con poteri soprannaturali, Zulfakar, come la Durlindana di Orlando o l’Excalibur di Artù.


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