Mantova, una città bella, bella, bella, Capitale della Cultura per il 2016

Mogetta Beatrice

Mantova, la bella città della bassa Padania, che insieme a Sabbioneta, nel 2008, è stata proclamata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, era in corsa anche per il titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019, titolo poi conquistato dalla suggestiva Matera. Si è consolata diventando Capitale Italiana della Cultura per il prossimo anno, e allora, cominciamo a pensare di andarla a visitare, cercando di fare una lista delle cose da vedere, o almeno di quelle più importanti, perchè le ricchezze architettoniche e monumentali della città, sono tantissime. Soprattutto nei quattro secoli in cui hanno regnato i Gonzaga, la città è diventata magnifica, e la loro eredità culturale è enorme.

La prima cosa da fare, secondo me, è un giro a bordo di una qualche imbarcazione (c’è una vasta scelta, dai barcaioli alle motonavi), prima di tutto per vedere Mantova che si specchia nell’acqua che la circonda, dalla posizione privilegiata del Ponte di San Giorgioaaaaamantova. Se si va nella stagione giusta, il periodo estivo, si può assistere alla impressionante fioritura dei fiori di loto che crescono nella laguna del Parco del Mincio. (Furono piantati da una biologa, Anna Maria Pellegreffi, che pensava che se ne potesse ricavare una farina commestibile, non valutando che si trattava di una pianta straordinariamente infestante).aaaaaaloto

Doverosa, la visita al Palazzo Ducale. Vi troverete al cospetto di uno di palazzi più grandi d’Europa, con una superfice di 34mila metri quadrati, e 500 stanze. Anche se le ricche collezioni d’arte e i favolosi gioielli furono via, via venduti dai Gonzaga a causa delle ingenti spese che dovettero affrontare per guerre e vite dissolute, rimane però la stupenda architettura e molti affreschi alle pareti.aaaapalazzoducale

Tra le meraviglie del Palazzo, “La camera degli sposi” di Andrea Mantegna è un vero capolavoro: vi sono ritratti tutti i componenti della famiglia Gonzaga, con effetti tridimensionali strabilianti.aaaaaaasposiaaaaaagonzagasposi

E poi, imperdibili, le bellissime piazze, circondate da palazzi medievali, il complicato orologio atronomico di Bartolomeo Manfredi,aaaaaaaorologio la Basilica di Sant’Andrea, con la facciata di Leon Battista Alberti, dove c’è la tomba del Mantegna, e dove pare sia conservato il sangue di Gesù raccolto dal soldato Longino che gli trafisse il costato.aaaaaaasant'andrea Dopo essere usciti dal centro storico, dopo la chiesa di San Sebastiano, sempre di Leon Battista Alberti, si arriva a Palazzo Te, di Giulio Romano, con affreschi incredibili.aaaaaafreschi teaaaaaaaafreschiiteaaaaaapalazzote

Non si può assolutamente non visitare anche il “Teatro Scientifico del Bibiena”, un vero gioiello barocco, con deliziosi palchetti di legno tutti affrescati. Qui si esibì, appena quattordicenne, Mozart.

Io però voglio parlarvi di un luogo in particolare, un luogo di culto da tanti secoli, che però è ammantato di un alone di cupo mistero. E’ un posto unico, dove si toccano con mano le contrapposizioni dell’esistenza umana, ci si trova immersi nel buio e improvvisamente si viene inondati di luce, si passa da esempi di cruda realtà a immagini oniriche, da manifestazioni oscure e spaventose, a icone sacre piene di bellezza e di benevolenza. Il culto Mariano si fonde con richiami pagani, e sono innumerevoli le allegorie alchemiche. (l’alchimia era praticata nel Medioevo dai frati Francescani che vissero nel convento adiacente alla basilica)

La storia del Santuario della Beata Vergine delle Grazie,aaaaaagrazie a 7 o 8 chilometri da Mantova, risale all fine del Trecento, quando la città era afflitta da una grave pestilenza. Francesco Gonzaga, promise alla Madonna, che se l’epidemia fosse cessata, il piccolo oratorio che conteneva l’immagine della Vergine, già considerata tanto miracolosa, sarebbe diventato una grande basilica. Il miracolo avvenne e sei anni dopo la chiesa fu consacrata.

La prima cosa che si nota entrando, dopo aver attraversato l’ampio piazzale antistante, è il coccodrillo mummificato appeso al soffitto,aaaaaaaacocco la cui provenienza è un vero mistero, poi l’occhio va subito alla impalcatura lignea che contiene più di 50 statue a grandezza naturale, di cartapesta ed altri materiali che rappresentano dei curiosi ex-votoaaaaaaaastaueexvoto. Sotto ad ognuna c’è la motivazione. (Tra le altre c’è quella del condannato all’impiccagione a cui si era sciolto il nodo scorsoio e quella di un’altro che doveva essere decapitato, ma il colpo era andato a vuoto). Per non parlare poi delle inquietanti riproduzioni di parti anatomiche in cera, sempre ex-voto, tutte disposte in maniera “artistica” che invadono tutte le pareti, le colonne e gli archi.

Nel pieno del suo “successo” come luogo miracoloso molti dei Gonzaga decisero di essere seppelliti nella basilica, quindi nelle varie cappelle troviamo affreschi e tele di grandi pittori dell’epoca, in primis del grande Giulio Romano.

Ogni Ferragosto, nel piazzale della basilica, viene allestita la “Fiera delle Grazie”, e vi si tiene l’annuale “Incontro Nazionale dei Madonnari”: decine di artisti, provenienti da ogni parte del mondo, dipingono con i loro gessetti colorati opere sacre e non, dando vita ad una fragile ma entusiasmante mostra d’arte, destinata a sparire al primo acquazzone.aaaaaaaamadonnari

I mantovani, hanno la consuetudine, ancora oggi, di andare a piedi al Santuario, ogni qual volta pensano di aver ricevuto una grazia.

L’Italia è un paese straordinario, dove si fondono bellezze paesaggistiche, artistiche e architettoniche. Ma è soprattutto la Storia di cui è permeato che rende tutto incredibile e

impareggiabile. A Mantova tutte queste peculiarità si fondono armonicamente, con un altra delle nostre eccellenze: le altissime tradizioni culinarie che ne fanno una delle capitali del buon cibo.aaaaaaaacibo


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