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Il marranzano ovvero… “lo scacciapensieri”

Il marranzano, quello strano strumento musicale che accompagna i canti popolari. Con la sua forma certamente non comune, con un suono che difficilmente risulta armonioso alle orecchie, questo strano strumento musicale che accompagna sempre i canti popolari deicarrettieri è divenuto un simbolo spettacolare e tipico della nostra Sicilia.


Il marranzano, meglio noto come scacciapensieri, è uno strumento che ha origini molto antiche, nell’antico impero romano, ma fu importato nel periodo tardo medievale nelle terre isolane.

Lo scacciapensieri è uno strumento musicale idiofono, costituito da una lametta metallica fissata su un telaio in ferro dalla forma tipica che ricorda la figura posteriore di una donna. Utilizzato con i canti dei carrettieri, lo strumento si abbina facilmente con i pezzi in chitarra dei cantastorie siciliani, che solevano allietare le giornate del popolo ai tempi in cui né televisione né radio potevano fornire cronache e notizie. Con la sua forma certamente non comune, con un suono che difficilmente risulta armonioso alle orecchie, questo strano strumento musicale che accompagna sempre i canti popolari dei carrettieri è divenuto un simbolo spettacolare e tipico della nostra Sicilia.

Lo strumento musicale si abbina agli altri strumenti tipici delle sonate folkloristiche, quali il fiscaleddu, ossia il flauto dritto a canna, u’ bummulu, il recipiente di terracotta che emmette un suono soffiandoci dentro, e trova spazio nei pezzi strumentali d’epoca in Sicilia sin dal Seicento. Il suonatore riesce, con maestria, a far vibrare la lametta modificandone i suoni con il movimento delle labbra, delle guance e della cavità orale. Solamente un buon suonatore riesce a far emettere dei suoni corretti, mentre chi si avventura senza cognizione di sorta ottiene solamente dei rumori sordi e strani, con il rischio di tagliarsi la lingua con la vibrazione della lamella.

Espressione e immagine di esportazione, il marranzano viene spesso abbinato in senso intimidatorio alle interpretazioni di mafia e di malavita, sconvolgendo in maniera ingiusta il valore culturale e popolare dello strumento musicale.


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