Matera, Matera, Matera……i Sassi…e foto, articoli, documentari. Sono innumerevoli i luoghi di questa nostra bella Italia che sono così famosi e di conseguenza così familiari, che il desiderio di visitarli non rappresenta, poi una priorità:sappiamo tutto, e sembra di esserci già stati…e quasi ci crediamo… poveri noi!!!!!

Mi è capitato di dover andare a Matera qualche giorno fa. Il paesaggio brullo, inospitale e bellissimo è nella sua veste autunnale. In questa stagione, mi hanno avvisato che la città è pressochè deserta, non ci sono sciami di turisti che affollano le sue viuzze, e molte delle attività sono chiuse.

Ho seguito con interesse la nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019, una nomina prestigiosa, avvenuta dopo accese discussioni.

Ripenso alla sua storia più recente: fino agli anni quaranta in quelle caverne senza aria, dove l’acqua corrente e una rete fognaria erano impensabili, vivevano ammassati esseri umani ed animali. Il tasso di mortalità infantile era altissimo, nel gennaio del 1948 si colcolò che nell’anno precedente su 15.120 bambini nati vivi ne erano morti, in poche settimane, 6.760! A mettere in luce questa incredibile realtà fu Carlo Levi nel suo “Cristo si è fermato a Eboli”dove descrisse come i Sassi stridessero con la bellezza del paesaggio; scrisse “I Sassi hanno la forma con cui a scuola immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate ed il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire tutta Matera. E’ davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante”.

La pubblicazione del libro suscitò molto clamore, in esso lo scrittore descrisse modi di vivere così primitivi, che la classe politica dell’epoca si sentì obbligata a vedere di persona.

Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista, fu il primo ad andare nel 1948. Due anni dopo il Capo del Governo Alcide de Gasperi, esponente democratico, recandosi in quei luoghi disse: “Queste case scavate nella roccia sono la vergogna di tutta la nostra Nazione. Mi impegno a cancellare al più presto questo orrore!”. Tenne fede alla parola data e nel 1954 fiorirono i primi quartieri abitativi, tra l’altro progettati dai più illustri architetti dell’epoca. Per la prima volta al mondo più di 16.000 persone furono obbligate per legge a lasciare contemporaneamente i luoghi dove erano vissuti fino ad allora e a trasferirsi nelle nuove case. Per fortuna, questa rivoluzione, non è stata la fine per i Sassi, anzi! Con sapiente maestria e grande rispetto per quello che è considerato l’insediamento urbano più antico del mondo ( si parla addirittura dell’età Paleolitica, due milioni e mezzo di anni fa) i Sassi sono stati rustrutturati e una gran parte è tornata ad essere abitata ed a vivere in altre forme. Senza contare l’importanza che questo luogo ha rivestito come straordinario set cinematografico: ben 55 film vi sono stati girati, ricordiamo il “Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, “La lupa” di Lattuada, “I basilischi” di Lina Wertmuller, e poi i Taviani, Foster, Papaleo. Ma quello che ha mostrato Matera al mondo è sicuramente “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, che disse: “ La prima volta che ho visto Matera ho perso la testa perchè era semplicemente perfetta per il mio film: l’architettura, i blocchi di pietra, il terreno roccioso erano talmente lontani da qualsiasi forma di modernità che erano quelli che cercavo per ricostruire gli imponenti set di Gerusalemme”.

Immersa in tutti questi pensieri sono arrivata. La città appare divisa in due da un profondo canyon dove scorre il fiume Gravina. Il Sasso Barisano ed il Sasso Caveoso sono due grandi avvallamenti punteggiati da un numero infinito di grotte.

Mi trovo davanti una fitta rete di vicoli che conducono a casupole e chiese ipogee con scorci panoramici da mozzare il fiato. Quando poi ci si inoltra nel fitto dedalo di scalinate si entra nel vivo di questa antica forma insediativa.

Mi dirigo verso la “casa grotta” di Vico Solitario, una tipica abitazione arredata con mobili e attrezzi d’epoca, che rende perfettamente l’idea di come fosse l’esistenza di allora. Da lì raggiungo la Chiesa Rupestre di Santa Lucia alle Malve, il primo insediamento monastico femminile che risale all’VIII secolo. Il fronte esterno si sviluppa lungo la parete rocciosa con una serie di accessi che conducono a cavità interne. La grande chiesa, con tre navate, pur essendo stata pesantemente stravolta, dopo l’abbandono delle monache, fa ancora intuire l’architettura originale. Tra l’altro affreschi antichissimi sono ancora perfettamente conservati o magistralmente restaurati. Nel mio veloce tour non tralascio di visitare il museo Musma, dove sono esposte sculture moderne, dall’800 in poi.

Rifletto…..camminare tra i Sassi significa ripercorrere le origini della Civiltà Umana dalla Preistoria ad oggi. Matera è un luogo iscritto nella natura che per prima ha costutuito la base naturale dei primi insediamenti. Secoli e secoli di Storia stranamente, e fortunatamente custodita e conservata, che ci consente di rivivere e respirare un passato remotissimo e affascinante.

Tutte queste sensazioni, nessuna foto nessun articolo o documentario che sia ce le potrà mai trasmettere. Ma intanto è già sera. Caspita! Sto passeggiando in uno spettacolare presepe!!!!!!!


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