Psicofarmaci: bombe a orologeria

Beatrice Mogetta

Non vi sembra che la gente si stia “spegnendo”? Voglio dire, nei luoghi pubblici che tutti frequentiamo giorno per giorno, come la Posta, o i supermercati le persone, compresi noi beninteso, sono, siamo, sempre più torve, nervose, irascibili. Non ci sono sorrisi, né cortesia. Tutto è motivo di fastidio, persino i bimbi, che sono la gioia e la bellezza.

Stiamo costruendo una società del disagio? Cosa ci rende così sofferenti da non tollerare neanche i più semplici rapporti umani? E non si salvano neanche i bambini. A sentire gli insegnanti, sono quasi sempre stremati di fronte ai loro alunni, a volte ingestibili e con tante problematiche.

Se uno riflette, in realtà, i motivi di tanto disagio ci sono, e non sono neanche tanto reconditi. Uno dei principali, secondo me, risiede nelle conseguenze dell’instabilità dei rapporti familiari. Oggi i genitori sono costretti a lavorare, entrambi, e non più per un bisogno di affermazione personale: in questo momento la maggior parte degli impieghi non offrono nessun tipo di gratificazione, sono regolati da contratti che prevedono poche ore settimanali, con conseguenti paghe da fame, inoltre la grande carenza di posti di lavoro, fa si che all’interno delle aziende ci si possano permettere atteggiamenti, a volte, quasi persecutori, che vanno a vanificare decenni di lotte per i diritti di chi lavora.

Ammesso che l’unità familiare regga a questi ritmi, i rapporti tra i coniugi diventano quasi inesistenti e la cura dei figli è delegata alle istituzioni, cominciando dagli asili nido, dove i bambini passano 8/10 ore al giorno, accuditi da addetti, anche loro demotivati e scontenti, sottopagati e poco considerati come sono. Per i genitori sono continui i sensi di colpa, ma quando alla sera ci si riunisce, spesso, non si ha neppure la forza di dedicare del tempo a riallacciare quel rapporto d’amore che si è, per forza di cose interrotto, nel separarsi alla mattina.

E si accumulano malumori e scontento, in un circolo vizioso. Questo malessere che ci attanaglia giorno dopo giorno ci fa ammalare, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha denunciato di recente che nel 2020 la depressione sarà la prima causa di disabilità, perchè il nostro modo di vivere favorisce la malattia psichiatrica.

Purtroppo un qualsiasi tipo di supporto psicologico è impensabile: la sanità non lo prevede, e i costi di una terapia privata sono inaccessibili. Allora la scorciatoia è di tipo farmacologico. E le case farmaceutiche hanno incentivato medici, probabilmente con pochi scrupoli, perchè, benchè senza nessun riscontro scientifico, gli stati d’animo e le difficoltà di vivere siano catalogati come malattie.farmaci e soldi Ecco che allora la tristezza diventa depressione, un ragazzo ribelle diventa affetto da “disturbo oppositivo provocatorio” mentre un bambino vivace ha l’ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e da iperattività. Un individuo che è nervoso perchè ha un accumulo di problemi è “bipolare” e un altro preoccupato per la sua esistenza e per quella della sua famiglia, ha “disturbi d’ansia sociale”. Nessuno vuole minimizzare le difficoltà emotive e pratiche dalle quali siamo oberati, ma intervenire con farmaci pericolosi è veramente indiscriminato.

Tutti i giorni, dalla cronaca, abbiamo notizie di suicidi, omicidi, violenze, atti di terrorismo, sparatorie. Ebbene, le agenzie di ricerche (Eures, per esempio) ha rilevato che la maggior parte dei protagonisti di questi episodi drammatici erano affetti da turbe psichiche, e quasi tutti facevano uso di psicofarmaci.

I dati sono allarmanti: 4 italiani su 10 si sentono assediati da minacce interne ed esterne. I mass-media con insistenza ossessiva mettono in risalto le notizie negative, le cose che generano terrore, i timori per la mancanza di prospettive. E tutto questo “battage” sta provocando dentro di noi dei disagi psicologici che si sviluppano in esprema emotività, attacchi di panico, insonnia, angoscia ecc.

E ricorrere alle “pillole” diventa indispensabile per poter andare avanti.

Ma i dati più allarmanti riguardano i bambini: 30.000 sono quelli che assumono questi prodotti, ma si stima che siano destinati a diventare 700.000 in breve tempo. La cosa mi sembra scandalosa, anche perchè non possiamo valutare gli strascichi che queste sostanze produrranno.bimbi

Se fino a una ventina di anni fa era impensabile dare psicofarmaci ai minori, oggi il “Prozac” e al quarto posto tra i farmaci più prescritti. Con la conseguenza che gli studenti italiani sono al primo posto in Europa per uso di queste sostanze, spesso assunte senza nessuna prescrizione medica, perchè aiutano ad andare meglio a scuola, a resistere alle notti in discoteca, a rilassarsi dopo aver preso eccitanti mischiati ad alcol, e riuscire anche a dormire un po’.

E’ difficile trovare delle alternative a questa tragedia. Bisogna dire che medici illuminati stanno promuovendo, in tanti paesi del mondo, delle vere battaglie contro le lobby dei farmaci e degli psichiatri consenzienti.

Ma anche se prendessimo coscienza della pericolosità di questi veleni, che cosa possiamo fare per curare le nostre anime?

Ho già parlato della necessità di ascoltare se stessi, di trovare dei momenti per raccogliere i pensieri.

Non bisogna avere paura di ammettere la propria fragilità, soprattutto con i propri cari e con gli amici che ci vogliono bene. Dobbiamo ritornare a relazionarci con gli altri, dare spazio alle serate con le persone a cui siamo legati, mettendo da parte la pigrizia e la stanchezza, ritornare alla convivialità, all’allegria che può venire dal condividere un piatto di pasta, un bicchiere di vino e quattro cavolate. Serve amore, affetto e solidarietà. Le pillole anestetizzano soltanto il nostro malessere. Solo guardano dentro le nostre anime potremo “resettarle”, buttando via le fisime inutili,accantonando i ricordi che anche se dolorosi, fanno parte del passato, perdonando le persone che ci hanno ferito così da archiviarle,( ricordatevi che il rancore e l’odio legano più dell’amore), e soprattutto dando spazio alla speranza, perchè per tutti i problemi, dentro di noi, c’è sempre una soluzione. Naturalmente nel contempo bisogna cercare di trovare nutrimento nel bello, nell’etico, nello spirituale. Solo curando la nostra anima come fosse un giardino, dice il grande psicanalista James Hillmann, potremo ritrovare quel soffio vitale che ci rigenera e ci vivifica.

Pensate che sia difficile? Lo è moltissimo. Ma tutto è possibile, basta volerlo. A patto però che la nostra mente sia libera da oppiacei che ci levano ogni volontà.

Smettere gli psicofarmaci è durissimo. Per un periodo bisogna fare i conti con tutta una serie di effetti deleteri. Ma ritornare a provare emozioni, a respirare la vita senza filtri non ha prezzo.

Parola di chi ci è passato…….afine


This post has been viewed 989 times

REKLAMA

banner italiaamicamia.com

Leave a Reply

||Blog Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||english Murder in Cairo ||Enogastronomia Crescioni Margherita ||finanza Tassazione in Polonia ||Francais Crescioni Margherita ||German Riva del Garda? Wunderschoene! ||MEDIA & WEB Ci lascia il maestro Ettore Scola ||medicina estetica e benessere Andare in bicicletta ? si grazie! ||Misteri Le interviste impossibili di Camilla de Candey: Cristoforo Colombo ||News Galeria Zbylut Krystyna ||po polsku Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||sagre italiane 10 curiosità che nessuno ti aveva mai detto su San Valentino ||SPORT Andare in bicicletta ? si grazie! ||spreaker Easy Biker! ||TopNews Aukcja charytatywna “Żeby Ewa żyła w Raju” ||Uncategorized Galeria Zbylut Krystyna ||Video Impariamo a cantare?