Quando il diavolo abitò a Milano a Corso di Porta Romana, numero tre.

Camilla de Candey

Allora……Milano non è esoterica come Torino! E per fortuna! Non faccio altro che imbattermi in leggende, curiosità, misteri e fantasmi. Vi racconto questa:

In Corso di Porta Romana, al numero 3, c’è un bel palazzo; la facciata è un po’ austera, a dire il vero, ma rivela il suo stile “barocchetto” nei balconcini arrotondati che ornano alcune finestre del primo piano.AAAABalconi Il palazzo Acerbi, che oggi è sede di uffici, risale al XVI secolo. Fu acquistato da un tale Marchese Ludovico Acerbi, che proveniva da Ferrara. Il primo mistero riguarda proprio costui: non ci sono notizie precise sulla sua persona, non si sa l’anno di nascita, né quello della morte, forse a causa di una misteriosa sovrapposizione con un omonimo che, milanese, finì a fare il governatore a Napoli, e che quando tornò nella sua città fu nominato senatore.

Una cosa che ci è pervenuta è l’immediata acredine dell’Acerbi per la famiglia del conte Annoni che abitava il palazzo di fronte. Cominciò così una feroce schermaglia a suon di restauri per far sì il proprio palazzo fosse più sontuoso di quello dell’altro.

Acerbi commissionò ad importanti artisti il restauro del suo palazzo, e l’interno si arricchì di marmi, statue e dipinti magnifici, (merita davvero una visita, questo palazzo, anche se oggi dell’originale rimangono soltanto il cancello di ferro battuto,aaaaaaacancello il cortile circondato da portici a colonnaAAAportico, l’imponente scalone in puro stile “rococò”, impreziosito da angeli in bronzo, e gli affreschi ornati da stucchi nel salone delle feste), e pare proprio che tanta magnificenza facesse morire di invidia il conte dirimpettaio.

Nel 1630 a Milano esplose l’epidemia di peste, quella per intenderci raccontata dal Manzoni nei “Promessi sposi”. Fu una delle più violente della storia, decimò la metà della popolazione della città. Non si faceva in tempo a portare via i cadaveri, che spesso stazionavano nelle strade, in attesa dei “monatti” che li raccoglievano per dar loro una sommaria sepoltura.

La terribile peste, non risparmiava nessuno, e molti nobili avevano lasciato Milano, per cercare di sfuggire al contagio.

Ebbene, il nostro Ludovico invece sembrava non temerla. Tutti i giorni, all’imbrunire, usciva scortato da sedici cocchieri, vestiti di verde con colletti bianchi e bottoni dorati, e sfrecciava per il centro a bordo della sua carrozza nera e verde, tutta piena di fregi d’argento, traianata da sei cavalli, neri anche loro.

Come se non bastasse, era solito dare ricevimenti, quasi tutti i giorni, ai quali partecipavano i ricconi della città che non avevano avuto modo di fuggire.

Riuscite ad immaginare l’effetto che doveva fare, tra tanta disperazione, il palazzo illuminato a giorno, dal quale si sentivano provenire musica, risate e schiamazzi?

Senza contare che si era diffusa la notizia che gli abitanti della bella residenza e tutti coloro che la frequentavano erano inspiegabilmente risparmiati dalla “morte nera”.

Tanta agghiacciante indifferenza, unita all’aspetto imponente e sinistro del ricchissimo Marchese, perennemente intabarrato in un pesante mantello verde, cominciò a generare pettegolezzi di ogni genere. L’alone di mistero sfociò nella diceria che l’Acerbi non dovessse essere altro che il demonio in persona.

Alcune testimonianze di chi per una ragione o per l’altra lo aveva avvicinato, alimentarono la convinzione che il maligno per qualche oscura ragione si fosse insediato in Corso di Porta romana.

Pare, però, che un diavolo più potente, Napoleone Bonaparte, al suo arrivo in Italia, ad un certo punto gli togliesse il titolo, e che, dopo avergli confiscato i beni, lo rispedisse alla natia Ferrara, dove ancora oggi vivrebbero i suoi discendenti.

Ma per i milanesi il “diavolo di Porta Romana” è stata una realtà inconfutabile, anzi c’è chi è convinto che la sua presenza aleggi, ancora oggi, sull’edificio.

Durante i violenti bombardamenti angloamericani del 1943, il fabbricato fu incredibilmente risparmiato.AAAAAAbombe Grazie alla protezione del diavolo ovviamente, dissero in molti……


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