Sabbioneta la “città ideale” e il suo Teatro

Beatrice Mogetta

Ci sono personaggi passati alla storia che hanno avuto delle vite così piene, impegnate e complicate che quasi sembra impossibile pensare che siano durate “lo spazio di una vita” normale. Nel caso di Vespasiano Gonzaga,avespasiano poi, lo spazio della sua vita fu anche breve, morì infatti ad appena sessanta anni. Ma condusse una vita che ne valse 10, piena di battaglie, di lotte per la successione fin da bambino, di incarichi importanti al servizio dell’imperatore Carlo V, svolti tra Francia, Italia e Spagna. Una vita illuminata dalla realizzazione di “città ideali”secondo i dettami del Rinascimento, e oscurata da torbidi episodi della sua vita privata come l’assassinio della moglie, insieme al suo presunto amante, fatta passare per morte naturale e il sospetto di aver ucciso il suo unico figlio maschio a forza di percosse, solo perchè il bambino gli si era rivolto senza il dovuto rispetto.

La fondazione di Pamplona, oggi notissima per la corsa dei tori di Hemingweayana memoria, fu il primo incarico urbanistico che il Gonzaga ricevette dal suo re, nell’intento del quale, più che altro c’era l’esigenza di trasformare i piccoli agglomerati già esistenti in roccaforti fortificate.

Il lavoro che compì fu enorme. Dopo aver fortificato altre due cittadine in Spagna, venne inviato in Algeria per cercarre di rendere sicure le coste dagli attacchi dei corsari barbareschi, ed in seguito a Valenza, questa volta per intensificare le difese contro i corsari musulmani.

Solo dopo dieci anni di permanenza in Spagna, potè far ritorno nella sua Sabbioneta vicino alla bella Mantova, nel 1578.

E qui si dedicò anima e corpo alla realizzazione del gioiello rinascimentale che oggi fa parte del nostro patrimonio e che dal 2008 è anche Patrimonio dell’Umanità.

In un punto felice, tra due fiumi, il Po e l’Oglio, Sabbioneta è stata pensata e voluta dal principe-mecenate tenendo conto della visione moderna e funzionale, tipica della pianificazione urbana del ‘500.

Trovandosela davanti, come un miraggio, in mezzo alla pianura ci si accorge subito di quanto sia affascinante. La pianta a scacchiera delle vie, la disposizione degli edifici come in una stella a sei punte, grazie alle possenti mura di cinta di forma esagonale, incredibilmente non ha subito variazioni particolari, nel corso dei secoli, anzi sembra che come per magia sia rimasta pietrificata in un sonno innaturale, che dura dalla morte del suo artefice, che avvenne nel 1591.asabbione dall'alto

Per visitarla tutta occorrono circa due ore, si paga un unico biglietto, e una guida preparata accompagna i turisti in tutti gli edifici più significativi.

Io voglio descrivervi la pietra più preziosa di questo gioiello di città: il Teatro “all’antica”.asabbiateatro

Progettato dal grande Palladio, e costruito da un suo allievo, Vincenzo Scamozzi, è il primo teatro stabile moderno d’Europa, con una compagnia di comici, i Confidenti, che lo animavano in pianta stabile.

E’ un edificio emozionante, con una struttura elegante a semicerchio con la cavea, l’orchestra rettangolare, il palco sopraelevato e un loggiato in stile corinzio sopra il quale ci sono delle statue che raffigurano divinità olimpiche. Dietro, delle nicchie dove pittori di pregio hanno ritratto gli imperatori romani.ateatroimperatori Sotto l’imperatore Flavio Vespasiano si sedeva il Gonzaga. Gli uomini avevano le gradinate e le donne la loggia. Ancora oggi è sbalorditivo il colpo d’occhio, e non sfugge il richiamo all’antica Roma, tanto cara al Duca, anche se gli illuministi definirono la città “la nuova Atene”. Luogo di nascita del “melodramma”, nel 1600 con la rappresentaione dell’”Euridice”, nel 1607 vi fu tenuto a battesimo un altro capolavoro, rappresentato ancora oggi, l’”Orfeo” di Claudio Monteverdi.aorfeo A questo proposito c’è una targhetta di marmo che dice più o meno “in questa sala, ogni martedì, si fa musica col signor Claudio Monteverdi”. Che spettacolo!!!!!


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