Sicilia Inchieste – Il viatico per una classe politica

La vicenda relativa all’inchiesta che interessa i finanziamenti politici ottenuti dai gruppi presenti all’Assemblea regionale siciliana, sarà il punto di non ritorno per molti politici isolani.
Analoghe iniziative hanno cambiato gli assetti della geografia politica nazionale. La cosa che va sottolineata è che gli 83 indagati appartengono a quell’arco che corrisponde alla variante sicula della seconda repubblica, una notte durata venti anni e che ha fagocitato milioni di euro sottratti dalle tasche dei cittadini. Nel corso di questi ultimi quattro anni, prima delle elezioni del 2012, quasi 53 milioni di euro sono finiti nel frantoio dei gruppi politici Pdl, Udc, Pid, Mpa, Fli, Grande Sud, Mps e Pd.
Detto questo, qualche osservazione è doveroso farla: se non avessimo avuto il Movimento Cinque Stelle, dai modi bruschi e discutibili e dalle campagne a volte basate sul vuoto spinto, molto probabilmente saremmo qui a parlare d’altro. Bisogna dare atto che, nel vortice confuso che appartiene ai gran finali di carriera e ai cambi di regime politico, il movimento cinque stelle è senz’altro un riferimento.
E ve lo dice uno che non si è mai sognato di aderire.

L’entità delle somme contestate, dieci milioni di euro in quattro anni, diventano il feroce viatico da somministrare ad una classe politica di incapaci che ha ridotto lo stato economico al lumicino, fornendoci solo creature dall’io sovralimentato, da Lombardo a Crocetta, che hanno fatto una barocca amministrazione del potere senza uno straccio di progetto che possa servire al rilancio dell’Isola.
Con i musei che chiudono e i servizi a gambe all’aria, la Sicilia non riesce ad andare oltre alla sovvenzione del popolo dei forestali e degli eterni precari.

Durante la scorsa campagna elettorale io stesso chiesi come erano stati spesi quei 53 milioni di euro, senza ricevere risposta. Il fatto che adesso se ne parli, da parte degli indagati, giusto per sollevare le possibile accuse di uso personale, non basta. Quel denaro è servito per riprodurre un sistema politico autoreferenziale, che siano spese per cravatte o alberghi di lusso o vere iniziative politiche, poco importa: un referendum aveva deciso l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, è immorale l’uso di quel denaro perché instaura un meccanismo di concrete diseguaglianze nella società, creando una minoranza di usurpatori che si auto-generano, grazie al denaro che arriva dalle stesse Istituzioni che governano.

Non è giusto, non è democratico, non è civile.

via Sicilia Inchieste – Il viatico per una classe politica inadeguata


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