Tutti a ballare il Tango, per riscoprire noi stessi….ma anche gli altri!

Beatrice Mogetta

“Se sei malinconico, il Tango accarezza dolcemente la tua malinconia, se sei allegro è la colonna sonora giusta per proiettare sugli altri la tua allegria. Il Tango sei tu. Sono i tuoi sentimenti, gli stati d’animo, le tue gioie le tue tristezze a definirne il colore e il significato. Un brano dalle cadenze ampie e dal ritmo particolarmente lento può sembrare a te malinconico e nostalgico e a un tuo amico caldo, intrigante e ricco di sensualità. Quale delle due impressioni è più vera? Tutte e due, perchè il Tango è fatto così. Entra nel cuore passando dal canale aperto in quel momento e ne assume la natura.” Astor Piazzolla, così definisce il Tango, un ballo dove la musica fa scaturire i sentimenti, e le pulsioni più intime del nostro animo.aaaaastor

Il Tango non ha dei passi prestabiliti, è una creazione continua tra due esseri umani che condividono, cullati dalla musica, un momento di emozione intensa e che aprono, anche se, solo per pochi minuti, il loro animo ed il loro cuore al partner, anche se lo si è appena incontrato.

L’origine di questo ballo, che a partire dal 2000 ha sempre più seguito in Italia ma anche altrove, è difficile da stabilire. Si ipotizza che nacque in Argentina, nella seconda metà dell’800, quando Buenos Aires e Montevideo, in breve tempo da piccole città divennero metropoli con milioni di abitanti. Gli argentini originali, ben sistemati nelle loro realtà, non avevano nessuna intenzione di spostarsi per andare a colonizzare gli ampi spazi del grande paese sud-americano, si pensò così di incentivare l’immigrazione. Quelli che partirono, allettati dal sogno di un futuro migliore, si accorsero ben presto che la terra promessa si era rivelata durissima e deludente. Un esercito di disperati, andò ad accrescere il numero dei poveri e dei diseredati del posto, i “portenos”, e come loro cercò di esorcizzare la tristezza, la delusione, la nostalgia, la misera condizione sociale, riversandosi, di notte, nelle strade dei sobborghi delle città, e danzando su musiche struggenti e su canzoni, nelle cui parole tristissime chiunque riconosceva il suo destino.aaaacittàvecchia

Le prime forme di Tango erano ballate tra uomini, senza che questo ledesse la loro connotazione di “machi”. Le movenze sensuali, l’erotismo che trasudava dai passi del ballo, si mischiavano alla rappresentazione di sfide e di scontri, e non c’era dubbio che se di donne non ce n’erano, non era perchè non sarebbero state gradite.aaaatra uomini

Jorge Luis Borges disse che, se nessuno poteva dire con certezza in quale città fosse nato il Tango, tutti sapevano però che la strada era sempre quella delle prostitute, nelle cui braccia ci si consolava, fingendo di stare tra quelle dell’amata lontana.

A lungo considerato un ballo per gente di bassa estrazione sociale, dopo che prese piede a Parigi, entrò a pieno titolo anche nei salotti bene.

Si scatenò così un interesse, intorno a questo ballo, che coinvolge ancora oggi letteratura, cinema, teatro, poesia. Non a caso è diventato da qualche anno patrimonio dell’Unesco.

E allora occorre fare una distinzione. Esistono, secondo gli esperti di Tango Rioplatese, due tipi di Tango: il Tango-milonga e il Tango-fantasia. Il Tango-fantasia, è nato per il teatro, usa figure esagerate, non da spazio all’improvvisazione, e soprattutto ha bisogno di spazio. Il Tango-milonga, è il più ballato nelle realtà platensi, dai vecchi tangueri-milongueros. Un milongueros balla perchè ne sente l’esigenza, la necessità. Guidato dal cuore e dalla passione, ogni ballo diventa per lui una emozione nuova, e ogni volta spera che sia la più bella e la più intensa. Non c’è una coreografia, ci si muove in base alle sensazioni.aaaatango due

Ballare in una milonga ha le sue regole ferree, con un codice di comportamento da rispettare rigorosamente: l’uomo deve invitare la donna, non verbalmente, ma con un gioco di sguardi e cenni; in pista ci si muove in senso antiorario, e per cambiare partner si devono aspettare gli intervalli delle “tandas”(le musiche), così come per scambiare due parole, o presentarsi.aaaatangoinstrada

Nella milonga, si parla poco o non si parla affatto, ci si trova in un posto magico dove ogni ballerino riesce a vivere la propria intimità anche in mezzo a tanta gente.

Un tanguero guida sempre il ballo, ma deve riuscire a captare i segnali che gli invia la sua compagna con il linguaggio del suo corpo, e lei di rimando deve abbandonarsi a lui cercando di assecondarlo e di interpretare il suo stato d’animo. Occorre, ballando, fondersi in un unico corpo, in una comunicazione muta e carnale. E’ difficile per le persone che hanno difficoltà a lasciarsi andare riuscire ad approcciarsi a questa disciplina, ma se si superano le remore e le diffidenze può diventare una cosa altamente terapeutica.

Noi viviamo in un mondo in cui la solitudine diventa un fatto ineluttabile, al pari dei nostri emigranti, quindi un ballo che ci costringe all’abbraccio, a scoprirci, a esprimere sentimenti senza falsi pudori, a manifestare anche le nostre debolezze ci aiuta a ritrovare il gusto della comunicazione, quella autentica, quella che ci permetterebbe nuovi incontri, nuove conoscenze, in un clima di evasione e di rilassatezza. Non più individui caparbiamente soli e solitari, ma persone che riscoprono l’importanza di vivere una esperienza che ci accomuna con qualcun altro, anche solo per qualche minuto.

Una città che caparbiamente ha provato a cercare di far rivivere il Tango autentico, quello senza contaminazioni di sorta, è Napoli. Sarà perchè l’animo appassionato dei napoletani si riconosce in questa danza che si balla soprattutto col cuore, sarà perchè i più famosi tangheri argentini avevano tutti origini partenopee, ma la città si è innamorata del Tango e delle sue canzoni che nelle tematiche ricordano quelle del suo repertorio più classico. E allora ecco sorgere le milonghe napoletane ( la più famosa è la Milonga Portena, in via Capuozzo 52),aaaamilonga portena e i luoghi dove si può ballare si moltiplicano giorno dopo giorno. Si balla a Castel Sant’Elmo, al Maschio Angioino, alla Galleria Umberto I, all’Ilva di Bagnoli . E si privilegia il Tango-milonga, ovviamente, quello nel quale due figure, quasi fuse, si lasciano andare ad un erotico isolamento dal resto del mondo, che per tre minuti scompare.


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